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Trapè
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- Agricoltura e caccia e un binomio difficile da coniugare, soprattutto se le esigenze dei diversi settori di appartenenza non vengono comprese e analizzate nel dettaglio.
“Sia l’agricoltura che la caccia, specie quella al cinghiale afferma l’assessore all’Agricoltura e alla caccia Mario Trapè sono due risorse per il nostro territorio.
Nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad una forte espansione e diffusione dei cinghiali nel nostro territorio che purtroppo, specie nei periodi di siccità causano danni ingenti agli agricoltori che con fatica lavorano durante tutto l’anno. Danni registrati anche dai tecnici dell’assessorato, che non possono essere interamente rimborsati in quanto le esigenze di risarcimento ammontano a 500.000 euro e i trasferimenti regionali coprono a malapena il 50%”.
Per sopperire e arginare questo fenomeno diventa quindi vitale organizzare, come da legge, delle speciali battute di caccia al cinghiale.
“Molti agricoltori della Tuscia sono venuti a chiedermi di intervenire per frenare, almeno in parte, i danni causati dai cinghiali spiega Trapè - che escono dai parchi e riserve e che distruggono le coltivazioni e gli impianti. Io sto cercando di mediare le due parti con un’operazione di ascolto tra agricoltori e cacciatori. Le battute speciali sono quindi un modus operandi che rientra in questo piano”.
In due anni sono state effettuate solo due speciali battute che non hanno creato nessun danno se non benefici per l’agricoltura.
“Solamente razionalizzando gli interventi dice ancora l’assessore e quindi il numero di battute di caccia si può esercitare un giusto controllo e mettere tutti nella condizione di operare nel migliore dei modi. Ho sempre caratterizzato il mio mandato di assessore nel rispetto di tutte le parti e nel tentativo di trovare soluzioni ottimali per tutti. Per questo sono pronto ad ascoltare sia i cacciatori che gli agricoltori sicuri che insieme riusciremo a trovare un accordo per la tutela della flora e della fauna del nostro territorio”.