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Francesco Battistoni
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Riceviamo e pubblichiamo
- L’ennesimo “Tavolo della sinistra viterbese” serve un altro dei classici piatti della sinistra vetero-comunista: brutto a vedersi e farcito di inutile veleno.
Pur ribadendo che, a due anni dall’inizio del mandato, continuare a nascondere le proprie responsabilità politiche dietro eventi e circostanze ormai abusate è solo una inutile operazione di cosmesi amministrativa, cerchiamo di chiarire alcuni aspetti ed affermazioni che, destituite di ogni fondamento tecnico e sostanziale, rischiano di distorcere i dati e comprimere il diritto all’informazione dei cittadini.
Non corrisponde al vero il dato sulla raccolta differenziata: la nostra Provincia ha raggiunto valori di raccolta sempre prossimi al 12%, come documentato dai dati regolarmente resi pubblici dall’amministrazione “Marini/Battistoni”; il dato, pur lontano dal 35 % posto all’epoca come obiettivo dal decreto Ronchi, rappresenta comunque, come noto, un valore superiore alla media regionale degli stessi anni ed a quello delle altre province.
I dati, come detto, non sono una novità, perché l’amministrazione di centrodestra, in ottica di trasparenza e comunicazione, ha sempre voluto presentare i propri dati ambientali mediante la pubblicazione della annuale relazione sullo stato dell’ambiente, le cui edizioni rimangono ancora oggi l’unica fonte di dati disponibile per misurare l’ambiente della nostra Provincia.
Alla faccia di tavoli, osservatori, task-force, conviti e combriccole varie della sinistra variopinta, la cui utilità a quanto pare è fino ad oggi limitata alla spesa sostenuta con i soldi dei contribuenti .
E’ gravissima l’affermazione sulle presunte irregolarità nella gestione dei servizi connessi con la gestione dei rifiuti: da due anni la sinistra estrema va avanti con sospetti, insinuazioni e metodi che probabilmente gli ricordano i “bei tempi andati”, ma che nulla hanno a che vedere con lo stato di diritto, nel quale esistono organi deputati all’accertamento delle responsabilità ed organi che debbono governare.
Lasciamo che ognuno faccia il proprio lavoro, senza mascherare le inefficienze dei ruoli di governo con atteggiamenti che, ormai, scivolano nella diffamazione.
Perlomeno incompetente (se non in malafede) l’affermazione (ricavata, peraltro, dai dati delle nostre relazioni sullo stato dell’ambiente) circa la presunta anomalia delle procedure semplificate: come noto a chi conosce questi argomenti, le attività di esclusiva messa in riserva costituiscono una grave anomalia dell’attuale sistema di gestione dei rifiuti in procedura semplificata.
Tanto grave, che l’attuale norma sulle procedure semplificate ha messo un freno alla proliferazione di tali attività di messa in riserva, che costituiscono i luoghi dove le ecomafie sono solite declassificare i rifiuti da pericolosi a non pericolosi, ai fini dello smaltimento abusivo.
Un sistema sano, quindi, ha il minore numero possibile di centri di esclusiva attività di messa in riserva.
Il dato che era stato messo in evidenza con quella relazione voleva quindi sottolineare che, a fronte di una media nazionale troppo elevata (43%), nella nostra provincia la grande maggioranza di attività di recupero svolgeva (correttamente) anche attività di messa in riserva prima del recupero.
I “sinistri” figuri del tavolo dimenticano invece che con la stessa relazione era stata rilevata la necessità di meglio regolamentare i recuperi ambientali, che a fronte del 17 % del totale come numerosità, trattavano da soli il 70% dei rifiuti speciali gestiti in provincia; proprio per questo motivo l’assessorato da me amministrato propose al Consiglio Provinciale un regolamento che avrebbe potuto meglio garantire e tutelare il territorio.
L’approvazione di quel regolamento, è bene ricordarlo, fu fermata in Consiglio Provinciale da una serie di eccezioni formali da parte della minoranza di sinistra, che appellandosi ad alcune mere irregolarità formali dell’iter amministrativo di approvazione, riuscì nell’ultimo periodo di mandato a non approvare un atto che i fatti hanno dimostrato invece purtroppo - essere di grande importanza per la difesa dell’ambiente.
Successivi ordini del giorno da me presentati nei diversi consigli provinciali aperti sui rifiuti convocati dalla attuale amministrazione, con i quali richiedevo con forza l’adozione di un atto di disciplina dei controlli sulle procedure semplificate ed il conferimento alla Polizia Provinciale delle funzioni di controllo ispettivo che la legge conferisce alla Provincia sono stati regolarmente respinti (proprio per l’atteggiamento ideologico e pregiudiziale della sinistra verde ed estrema di cui è ormai ostaggio l’amministrazione provinciale), a favore della istituzione di tavoli attorno ai quali continuare a parlare, parlare, parlare…
Sul piano provinciale dei rifiuti vorrei soltanto ricordare che i rifiuti di Rieti sono stati un regalo di Badaloni ed Hermanin.
Mi permetto di consigliare al tavolo della sinistra uno scrivano piu’ preparato e magari piu’ distaccato per evitare di incorrere in brutte figure.
Comunque rimango in attesa di risposte sulla questione da me sollevata.
Francesco Battistoni consigliere provinciale F.I.