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Walter Mancini
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Senza filtro - Si è svolta lunedi sera a Bassano Romano la presentazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Alla riunione, organizzata dall’associazione “Bassano punto e a capo”, hanno partecipato: Walter Mancini del comitato promotore nazionale e i rappresentanti di comitati, di associazioni e di forze politiche dell’Unione di Bassano Romano, Canale Monterano, Oriolo Romano, Sutri, Trevignano Romano e Campagnano.
Dopo decenni di politiche liberiste che hanno prodotto la mercificazione dei servizi pubblici e dell’acqua con risultati che sono sotto gli occhi di tutti (degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione dei finanziamenti per gli investimenti, mancanza di trasparenza ), una legge di iniziativa popolare vuole essere uno strumento al servizio delle comunità locali per perseguire la tutela della risorsa, il diritto all’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future.
Sono quasi duecento le sigle (partiti, comitati, sindacati) che stanno sostenendo una campagna che, in appena un mese, ha permesso di raccogliere oltre 50.000 firme in tutta Italia.
E’ stata molto positiva finora la raccolta firme anche a livello territoriale con centinaia di sottoscrizioni. Un po’ tutti i presenti hanno espresso grande preoccupazione per il contenuto del disegno di legge “Lanzillotta” che, se dovesse essere approvato, finirebbe per imporre agli enti locali la privatizzazione di servizi pubblici locali essenziali, come i trasporti e la gestione dei rifiuti.
Nel corso della riunione sono state affrontati alcuni problemi specifici che riguardano il territorio: la situazione della società pubblica Talete nel viterbese, nata da una vasta mobilitazione popolare contro la privatizzazione dell’acqua, che oggi però rischia di essere luogo “chiuso” di decisioni tecnocratiche che escludono la partecipazione delle comunità locali; la situazione dell’Ato 2 di Roma e provincia dove il previsto affidamento ad Acea sta incontrando grosse resistenze in alcuni comuni, come Canale Monterano dove è nato un comitato popolare.
Per sostenere questa vertenza del comitato di Canale, nella seconda metà di marzo in concomitanza con la settimana per l’acqua pubblica, indetta dai movimenti per l’acqua, è stato deciso di costruire una iniziativa e di prevedere momenti di dibattito in tutti i paesi della zona, dove, nel frattempo, si sta intensificando la raccolta delle firme.
Infine, nella discussione è emersa la necessità di iniziare ad affrontare criticamente, in una dimensione sovracomunale, le questioni relative allo sviluppo urbanistico e al consumo di territorio ( si è fatto l’esempio di Monterosi dove si sta costruendo un nuovo paese), in un’area a cavallo tra la provincia di Roma e quella di Viterbo, che assume sempre di più le caratteristiche della periferia della metropoli romana, con la realizzazione di “non luoghi”, privi di identità e socialità, ad uso e consumo degli “espulsi” da Roma.
Un po’ tutti i presenti hanno convenuto sulla necessità di dare seguito a questo tipo di riunioni, cercando di costruire una rete stabile di esperienze locali che promuovano connessioni con tutte quelle realtà, come il Forum Etruria di Blera, che da anni costruiscono spazio pubblico e partecipazione.
Il prossimo incontro si terrà lunedi 5 marzo alla Camera del lavoro di Veiano dove si discuterà di rifiuti, acqua e vertenza contro l’antenna Rai Way di Blera.
Associazione “Bassano punto e a capo”