 |
|
Palazzo Gentili
Copyright Tusciaweb
|
- Sandro Pertini rivisitato e corretto attraverso gli occhi e soprattutto le mani di vignettisti famosi. Ecco allora le caricature di Altan e quelle di Forattini che su carta trasformano i lineamenti del presidente più amato dagli italiani in un uomo che ha fatto la storia d’Italia. Tutto qui il succo del convegno “Sandro Pertini e la satira politica” e della mostra, che dal 5 al 13 marzo si svolgerà a Palazzo Gentili.
L’iniziativa - organizzata dalla Provincia di Viterbo assessorato Pubblica istruzione, Regione Lazio e Centro Sandro Pertini (Cesp) è stata presentata stamattina in una conferenza stampa dall’assessore alla Pubblica Istruzione Ugo Gigli. L’evento è rivolto a tutte le scuole superiori della Tuscia col chiaro intento di presentare e far conoscere una delle figure politiche più importanti d’Italia. “Rievocare la figura carismatica di un presidente della Repubblica afferma Gigli - rimasto nel cuore degli italiani attraverso la lettura che di lui e degli avvenimenti di quel periodo hanno fatto i vignettisti è un modo per rievocare le tappe del Novecento e per farle rivivere anche agli studenti in un contesto diverso da quello dei libri di storia”.
Il convegno si svolgerà lunedì 5 marzo alle 10 nella sala conferenze di palazzo Gentili e vedrà la partecipazione oltre che delle scuole superiori, del presidente Alessandro Mazzoli, dell’assessore Ugo Gigli, del prefetto Alessandro Giacchetti, del presidente del Cesp Luigi Rosalfio, dell’assessore alla Cultura Renzo Trappolini, del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Romolo Bozzo e del responsabile del Cesp Aldo Bellocchi. La mostra invece sarà inaugurata martedì 5 marzo alle 11,30 nell’atrio del palazzo della Provincia di Viterbo e rimarrà aperta fino martedì 13 marzo.
“Quando mi hanno proposto questa iniziativa dice ancora Gigli l’ho accolta con grande entusiasmo perché Pertini è un personaggio che fa onore alla politica e che suscita non solo interesse ma anche insegnamento. E’ probabilmente l’unica figura in grado di ridare un’immagine positiva ad una classe politica che è sempre più lontana dalla gente. Lui sapeva essere dentro alle istituzioni fino ad incarnarle e allo stesso tempo essere uomo vicino ai cittadini. Ricordiamo tutti le sue partite a carte, e l’esultanza ai mondiali. Ma ancora di più ricordiamo le parole di libertà e rispetto per le istituzioni. Per questo credo che la mostra e il convegno possano avere anche un valore pedagogico per i giovani, affinché non si perda la conoscenza e la traccia che ha lasciato nel suo settennato da presidente della Repubblica”.
La mostra che è stata già allestita nelle altre province del Lazio farà tappa a Viterbo prima di spostarsi in altre regioni d’Italia. “Siamo orgogliosi di chiudere il cerchio conclude l’assessore - con la speranza che ‘il vecchietto che piaceva ai giovani’ , come lo hanno sempre definito, possa piacere anche ai nostri ragazzi e magari insegnargli quei valori su cui si fonda la nostra storia”.