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Senza filtro
- Abbiamo appreso dalla stampa la notizia della costituzione di una srl partecipata dalla Coldiretti, dalla Confindustria e da professionisti privati, per lo sfruttamento delle agroenergie.
Pur condividendone le finalità, riteniamo che l’iniziativa non indichi la strada giusta per l’agricoltura viterbese rispetto alle esigenze delle imprese agricole coinvolte nella filiera delle agroenergie ed alle politiche di sostegno programmate dalle pubbliche amministrazioni.
Per spiegare le motivazioni della valutazione negativa della Cia sono necessarie due premesse.
Innanzitutto è considerata attività agricola non soltanto la produzione di materie prime per l’alimentazione di impianti agroenergetici, ma anche la trasformazione delle materie prime stesse è attività agricola connessa.
Secondo il presidente Cia Viterbo Coretti: “L’interesse dell’agricoltura viterbese è di strutturare una filiera corta delle agrienergie attraverso la realizzazione diffusa di piccoli impianti per l’autoconsumo aziendale o di piccoli comunità e per la vendita dell’energia prodotta in eccesso -continua Coretti -. Questa organizzazione della filiera riduce al minimo l’impatto ambientale e consente alle imprese agricole di acquisire il valore aggiunto prodotto”.
La seconda premessa è quella riguardante il disaccoppiamento che ha ridotto drasticamente le superfici coltivate a seminativi nel viterbese. Ciò ha provocato forte sofferenza delle strutture cooperative di fornitura dei servizi produttivi e commerciali(Consorzi agrari, Cooperative agricole ecc…).
Queste strutture, diffuse sul territorio, potrebbero essere rivitalizzante dalla nascita delle imprese agrienergetiche e rappresentare una solida base su cui costruire l’innovazione multifunzionale. E’ necessario pertanto orientare le politiche pubbliche alla nascita di imprese agricole agrienergetiche ed al sostegno delle strutture di servizio già operanti sul territorio.
“Stando così le cose - secondo il presidente della CIA di Viterbo - l’iniziativa di una società che vede rappresentata parzialmente l’agricoltura, in una posizione subalterna di minoranza, presieduta dalla parte industriale, proprio non convince. Il nostro indirizzo è al contrario l’affermazione del protagonismo delle imprese e delle cooperative agricole nella introduzione di politiche innovative per il settore”.
La convenzione sottoscritta con l’amministrazione provinciale di Viterbo dalle associazioni AIEL(Associazione italiana energie agroforestali) e AELC (Associazione Energie Legno dei Cimini) va in questa direzione.
La Cia valuta molto positivamente il lavoro svolto dagli Assessori Trapè e Piazzai per la definizione della convenzione. Ora è necessario dare sostanza agli impegni assunti con progetti e proposte concrete. La definizione delle politiche agroenergetiche della Provincia di Viterbo compete soprattutto al mondo agricolo ed ambientalista. A tal proposito sarebbe opportuna la convocazione a breve del tavolo verde provinciale.
Cia