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Riceviamo e pubblichiamo
- Sono passati ben due anni ma finalmente il 20 marzo la Corte Costituzionale si esprimerà sulla causa Ladispoli-Enel.
Finalmente si pone mano al comma 552 e si saprà che fine farà la causa che, democraticamente, seguiva le vie legali, per una riconversione a carbone, quella di TVN, deleteria per il territorio e ‘scippata’ al Tribunale di Civitavecchia (2004), con un richiamo appunto alla 552 al quale comma si appellò appunto il gota dell’avvocatura della società energetica.
La causa fu interrotta, adesso attendiamo giustizia.
La Corte Costituzionale si pronuncerà quindi il 20 marzo in merito al comma 552, articolo 1 della legge 311 del 2004, con il quale vennero trasferiti al Tribunale Amministrativo Regionale le controversie relative alle procedure ed ai provvedimenti in materia di impianti di produzione di energia ed eventuali azioni di risarcimento.
Siamo venuti a conoscenza della novità, in quanto la comunicazione è giunta direttamente dal sindaco di Ladispoli Gino Ciogli che, come noto, ha intentato una causa nei confronti di Enel per danni ambientali e sanitari.
Ricordiamo con tristezza, come la causa venne sottratta dalla giurisdizione del Tribunale di Civitavecchia grazie all’articolo 1 della legge 311 a cui fecero appello gli avvocati dell’Enel.
Il giudice Cecilia Pratesi, però chiese il parere della Corte Costituzionale, da allora più di due anni di silenzio, oggi sappiamo però che il 20 marzo vi sarà finalmente il parere.
Anche il sindaco di Ladispoli, da noi interpellato si è detto soddisfatto e ribadisce, come noi, come Legambiente e come tanti liberi scienziati, quanto la riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord contrasti con le recenti disposizioni comunitarie.
Il sindaco Ciogli si è detto pronto a continuare la lotta anche presso le sedi sopranazionali. Come movimento No coke adesso ci chiediamo se si sta controllando i lavori delle opere a mare dell’Enel, se si sono superati o meno i limiti stabiliti dall’ultima sentenza del Tar del Lazio.
Altra cosa che non riusciamo proprio a capire è perché a fronte dell’installazione di questo mega impianto sul nostro territorio, già vessato a partire dagli anni ’50, non si sia tenuto conto della V.A.S. (valutazione ambientale strategica).
Quando infatti un impianto influisce sulla vita e sul futuro di interi territori, non dovrebbero essere coinvolti in tale decisione, tutti i comuni limitrofi?! Quanto ancora dobbiamo in termini di economia, salute e sviluppo alla società energetica? Quando finirà questa colonizzazione?
No coke Alto Lazio