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La stretta di mano tra Marini e Marconi
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Il sindaco Marconi
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Un momento della conferenza stampa
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Marini con Luca Mancini
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Sestito, Marconi e Marinii
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Teresa Sestito (An)
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Angela Virgili (Ds)
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L'assessore Giulianelli (Udc)
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- “E’ stato un colpo di fulmine”. Con queste parole il sindaco di Vetralla, Massimo Marconi (FI) spiega, in modo invero non proprio politico, l’accordo con la Margherita e in particolare con Pierluigi Marini, candidato alla carica di primo cittadino per il centrosinistra.
Un accordo non politico ma amministrativo.
“Non si tratta di un ribaltone politico - dice nel corso di una conferenza stampa Marconi -. E’ stata la presa d’atto di alcuni consiglieri guidata dall’interesse comune per attuare un nuovo modo di amministrare. La cosa che mi ha più sorpreso è stata la facilità con cui è stato raggiunto un accordo. E’ stato un amore a prima vista. Non c’è stata nessuna spartizione di poltrone. Nessuna discussione sulle poltrone. Il nostro scopo è il risanamento economico e la trasparenza amministrativa. Cose che non erano possibili con la vecchia coalizione”.
Parte l’attacco al gruppo di Aquilani & c. anche se il sindaco non fa mai i nomi dei suoi nuovi oppositori e vecchi compagni di coalizione.
“L’occupazione delle poltrone è stato attuato dal gruppo che è uscito dalla maggioranza.
Fin da subito la precedente amministrazione si è spaccata sui metodi.
Volevano impormi una gestione non trasparente. Da parte di qualcuno si voleva ingessare il sindaco per portare avanti il vecchio modo di amministrare.
Io ho tentato tutti i modi per trovare una mediazione. Ma l’unica mediazione possibile comportava che io cedessi su tutto il fronte.
A quel punto c’erano tre possibilità. Dire agli elettori che non ero riuscito nel rinnovamento e andare alle elezioni. Ma questo avrebbe comportato un anno di commissariamento e questo sarebbe stato fatale per un comune come Vetralla fuori dal patto di stabilità. Saremmo andati allo sfascio.
Ci si poteva adeguare al vecchio sistema.
Oppure si poteva cercare in consiglio comunale persone di buona volontà per non tadire il mandato dei cittadini. C’è stata una disponibilità immediata da parte di Marini ed i suoi. Quasi un colpo di fulmine.
Il cambiamento è stato semplice. Abbiamo creato una coalizione tra persone e non politica. Una coalizione tra persone di buona volontà che hanno a cuore il destino di Vetralla”.
Dopo Marconi è la volta di Marini (Margherita) candidato sindaco di Leali per Vetralla.
“Ci siamo trovati di fronte a un allarme rosso amministrativo - afferma -. Un allarme rosso per il futuro di Vetralla. Se la giunta Marconi fosse crollata avrei vinto politicamente, essendo io all’opposizione. Ma sarebbe stata una vittoria di Pirro.
Perché sarebbe stata una sconfitta per Vetralla. Con questo accordo abbiamo perso una parte del partito ma spero di recuperarli.
Abbiamo rischiato il dissesto economico e stavamo perdendo una serie di “treni” che da Roma stanno arrivando a Viterbo. Vetralla rischiava di restare tagliata fuori. E’ questo che ci ha fatto andare fuori dagli schemi politici.
Non a caso abbiamo chiamato l’accordo: patto di solidarietà per Vetralla. Ora la giunta dovrà stare in piedi per quattro anni e mezzo. Fino alla fine della consiliatura.
Ovviamente non intendo liquidare Leali per Vetralla.
Certo ognuno di noi è stato preso per le orecchie dai rispettivi partiti, ma noi stiamo facendo gli interessi di Vetralla. Domani (oggi, ndr) c’è il congresso della Margherita e si vedrà cosa accadrà. Se non ci buttano fuori...”.
E il sindaco aggiunge: “Noi manteniamo la nostra appartenenza politica. Anche se siamo consapevoli delle conseguenze che ci possono essere. Ma va detto che siamo in primo luogo fedeli a Vetralla. La Casa delle libertà ha perso una grande occasione. Ma non ho sfasciato io la coalizione, ma chi ora sta all’opposizione”.
Anche Teresa Sestito (An) rimarca il senso della coalizione: “Noi non siamo dei forzati della politica, abbiamo un lavoro. Abbiamo messo da parte la politica guidati dal senso civico. Per lavorare con trasparenza. Vedremo cosa decideranno i rispettivi partiti”.
Sulla carica di presidente del consiglio (del gruppo che ora sta all’opposizione, ndr) che dovrebbe andare a Marini, il leader di Leali per Vetralla spiega: “L’opportunità vorrebbe che si dimettesse. Ma si tratta di un problema che non mi assilla”.
E poi il sindaco, rispondendo a una domanda sulle prossime elezioni e la fine che farà l’attuale coalizione, afferma: “Perché non andare avanti: Se l’amministrazione va bene, perché non continuare. Si potrebbe fare una lista insieme”.
Più prudente Marini: “Prima bisogna governare. E poi ci sono quattro anni di tempo prima delle elezioni”.
La conferenza finisce, ma non il dibattito tra i politici intervenuti nella sala del consiglio.
“Io voglio restare nell’Udc - dice l’assessore al commercio Maria Giulianelli -. Ma per il bene di Vetralla abbiamo dato vita a una coalizione per difendere gli interessi dei cittadini. Prima come assessorato avevo due dipendenti, ora non ne ho nessuno. Hanno tentato di mettere in difficoltà il mio assessorato”.
E i Ds che fanno?
“Ci hanno lasciato fuori dall’operazione - argomenta la segretaria Angela Virgili -. C’è stata una accelerazione, abbiamo avuto un incontro della coalizione. Ma già avevano fatto l’accordo. Avevamo chiesto tempo per una consultazione interna al partito, ma ci è stato negato. Non ci è stato modo di scegliere”.
E se ora vi chiedessero di entrare in maggioranza?
“Non faremo la ruota di scorta - dice la segretaria -. Faremo una opposizione dura ma non cieca”. Come dire uno spiraglio aperto anche se molto piccolo.