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Fioroni il leader della Margherita
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Il segretario uscente Mariani e l'"amato" successore Allegrini, vicini, vicini, vicini...
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- Oggi e domani La Margherita celebra il suo terzo congresso provinciale.
I lavori avranno luogo al Teatro Rivellino di Tuscania ed inizieranno oggi nel pomeriggio alle ore 16,00.
Gli adempimenti di rito e la relazione congressuale del segretario provinciale Marcello Mariani apriranno, domani pomeriggio, ufficialmente i lavori di questo terzo congresso provinciale dell Margherita D.L. .
Sono 185 i delegati che da tutte le 60 sezioni della provincia arriveranno a formare la platea congressuale ad essi si aggiungeranno altri 105 delegati degli amministratori, sindaci e consiglieri .
L'assemblea congressuale assomma ad un totale di 290 delegati ed essi elegerà la nuova assemblea provinciale e il coordinatore.
Il congresso provvedrà anche ad eleggere i delegati al congresso regionale.
Presiederà i lavori il senatore Giorgio Pasetto, coordinatore regionale del partito.
Sarà presente, in entrambe le due giornate, il ministro Fioroni, il suo intervento alla tribuna è previsto nella tarda mattinata di domenica.
Le votazioni vedranno impegnati i delegati sia nel pomeriggio di sabato, per gli adempimenti e l'elezione degli organi congressuali, sia nel pomeriggio di domenica .
Alcuni stralci dell'intervento di apertura del segretario Mariani
. . . Noi, i democratici
Noi, i democratici, amiamo l’Italia.
Noi democratici abbiamo fiducia nell’Italia. Perché è un paese vitale, creativo, operoso, pervaso da un diffuso spirito d’intraprendenza.
Noi, i democratici
Noi, i democratici, amiamo l’Italia. Un paese che ha contribuito alla prosperità di molte altre nazioni, attraverso l’intelligenza e la tenacia di tanti nostri concittadini.
E crediamo che l’Italia possa farcela a stare al ritmo di un mondo che cambia sempre più in fretta.
Siamo convinti che saprà mantenere e migliorare i suoi livelli di vita, se non coltiverà la pretesa illusoria di serrare la porta o di chiudere gli occhi di fronte alle sfide globali, se accetterà di affrontarle insieme all’Europa, se riuscirà a ritrovare slancio, coesione e fiducia.
Noi, i democratici
Noi, i democratici, amiamo Viterbo e la sua provincia. Amiamo la ricca umanità della sua gente; il suo patrimonio ineguagliabile di storia, arte e cultura; l’intreccio di splendide città: Viterbo eTuscania, Tarquinia e Civitacastellana, Montefiascone e Vetralla e poi i suoi paesi e i piccoli borghi. Amiamo l’intreccio di magnifici ambienti naturali e paesaggi che da secoli attraggono viaggiatori stranieri da ogni parte del mondo. Amiamo il senso profondo di ospitalità e di solidarietà dei viterbesi, la loro attenzione alla qualità della vita, la loro straordinaria capacità di produrre cose che piacciono al mondo…
...sappiamo che la prosperità dell’Italia, e delle nostre terre in particolare, dipenderà dalla nostra capacità di sviluppare conoscenze evolute ed idee creative, di puntare sull’innovazione e la qualità dei nostri prodotti, valorizzando al meglio la straordinaria sedimentazione di competenze, gusto, cultura che proviene dall’ambiente in cui viviamo e dalla nostra storia.
Secondo noi si deve quindi
-rilanciare l’idea, il progetto ed insieme arrivare ad una legge a tutela e sostegno del Distretto della Tuscia Viterbese quale patrimonio unico di beni ambientali naturali, artistici, archeologici e culturali;
- investire di più nell’istruzione, nella ricerca e nell’arte, sapendo che la cultura è
...elemento costitutivo delle civiltà e non uno mero strumento per la produzione. Vogliamo assicurare un futuro a Viterbo favorendo la piena internazionalizzazione delle nostre comunità, spesso segnate da eccessivo provincialismo e a volte ancora da anacronistico campanilismo;
Per dare corpo a queste idee serve un partito nuovo, un grande Partito democratico.
Per questo ci impegniamo a lavorare con passione per costruire un partito di popolo, radicato e diffuso sul territorio, capace di rendere partecipati e condivisi i processi di riforma. Abbattiamo definitivamente i muri ideologici del novecento e cominciamo a costruire ponti, ponti tra le culture politiche, ponti tra settori della società italiana, ponti tra le generazioni.
Apriamo strade nuove per il bene e per il futuro del nostro Paese. “