Riceviamo e pubblichiamo - Si chiama Carla Trapè, unica dipendente autista donna della Soc. Francigena.
La sua odissea, inizia dal lontano dicembre 2001 dopo aver vinto regolare concorso pubblico.
Si poteva immaginare una situazione lavorativa a dir poco piacevole, se la correttezza, dei colleghi di servizio, fosse stata quanto meno nella norma, ed invece in pochissimo tempo tutto è diventanto tanto difficile.
Per riassumere, si può dire che per circa 6 anni, Carla ha lavorato subendo quotidianamente molestie verbali anche abbastanza pesanti. Molestie tra l’altro del tutto gratuite, dal momento che lei ha sempre mantenuto un comportamento corretto, discreto e convinta anche di trovare amici e colleghi di lavoro.
Questo putroppo non solo non è avvenuto, ma oltre alle molestie verbali, si è passati a giornaletti “fatti in casa”, dove si umiliava continuamente la donna. Per non parlare poi del bagno femminile al capolinea Sacrario, che, prima il Comune e poi dal 2003 la Soc. Francigena, non sono riusciti in sei anni a metterle a disposizione, costringendola ad usufruire di un bagno in comune con circa 45 uomini, tra l’altro anche scorretti, che per metterla in difficoltà si recavano in bagno lasciando la porta aperta quanto lei era nelle vicinanze.
E dire che Carla è una donna in gamba, forte, determinata, lavoratrice, infatti per molto tempo ha cercato di resistere, ma poi tutto ha un limite.
Ha pensato di parlarne con il presidente fino a poco tempo fa Pianura, facendo due richieste: un bagno per donne e un turno fisso che la potesse tenere lontana dagli incontri poco piacevoli con i colleghi, spiegando ovviamente tutta la situazione.
L’impegno dimostrato all’inizio dal presidente, non ha sortito nessun effetto e le promesse si sono protratte nel tempo senza essere state mantenute.
Persino i sindacati le hanno voltato le spalle per non inimicarsi gli iscritti uomini, e solo Antonio Scipio, segretario provinciale della Faisa Cisal ha deciso di aiutarla prendendosi a cuore la situazione e cercare di proteggere Carla.
Nonostante questo, e il perdurare della situazione, inevitabilmente Carla è caduta in forte depressione è dovuta stare per lungo tempo a casa imbottita di farmaci.
Nel gennaio 2007 si è recata presso il mio ufficio di consigliera di parità, dove la mia precedente collega e ora supplente Maria Antonietta Russo, ha avviato un paio di incontri con il presidente Pianura, che però non hanno sortito anche questi nessun effetto.
Circa tre mesi fa, si è rivolta alla sottoscritta, che forte anche della conoscenza personale con Pianura ha cercato in via bonaria di trovare un accordo, senza necessariamente dover ricorrere in Tribunale.
Sembrava che ci fossero tutte le condizioni per risolvere il problema, quando poi Pianura è stato rimosso, ed è arrivato il nuovo presidente Paolo Salani.
Da quanto mi è stato riferito in questi giorni, tutto fa pensare di essere caduti come si suol dire “dalla padella nella brace”, infatti nonostante la disponibilità iniziale all’ascolto, la signora Carla Trapè, si è sentita rispondere “non ti posso fare nulla ho le mani legate per via dei sindacati che sono contrari e per la situazione conflittuale con i tuoi colleghi”.
Un'ulteriore cosa da precisare è che solamente i colleghi ex servizio di Scuola Bus hanno continuato a mantenere rapporti di cordialità e rispetto con Carla nonostante tutto
La medesima, inviata a visita medica dalla Soc. Francigena, è stata ritenuta idonea a tornare a guidare, dopo mesi che, a causa del suo problema fisico era stata tolta dal servizio urbano ( per uomini con casi analoghi questo non era mai avvenuto), e tenuta in una stanza senza fare nessun tipo di lavoro.
Carla non ci sta, tra poco dovrebbe rientrare al lavoro ma non pensa di farcela ed ha tutto il mio appoggio è sostegno.
Anzi sono anche risentita, perché purtroppo vorrei ricordare che il nostro è l’unico Paese europeo che non ha una legge contro il mobbing e, forse per questo, non lo prevede come reato.
Anche la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia proprio per non averla approvata, come invece hanno fatto tutte le altre nazioni, ottemperando a una disposizione del consiglio D’Europa di sette anni fa.
Certo che siamo uno strano Paese.
Ci vantiamo di essere la culla del diritto, ma dimentichiamo quello essenziale della difesa della salute.
Perché, il mobbing è una forma estrema di stress sociale, in grado di compromettere gravemente l’integrità psicofisica di una persona, tanto che ha provocato non pochi suicidi.
Per quanto sopra, io non lascerò Carla da sola, anzi inizierò verso il nuovo presidente, una vera e propria battaglia, fino a portare la società che rappresenta anche alle massime istanze.
Però voglio fare un appello anche al sindaco Giancarlo Gabbianelli, che solitamente è molto sensibile verso questi problemi, alla collega Fosca Tasciotti che ha la delega alle Pari opportunità, affinché anche loro mi siano vicini per cercare di vincere questa battaglia, che a mio avviso, solamente con un pizzico di buona volontà si riuscirebbe a risolvere.
Daniela Bizzarri
Consigliera delle Pari Opportunità della Provincia di Viterbo