- “Siamo soddisfatti - dichiara Petronio Coretti presidente della Cia di Viterbo- per l’accordo raggiunto ieri sul prezzo del latte. E’ un passo avanti verso quelle politiche di filiera che sono il futuro del comparto ovicaprino laziale”.
La notizia del raggiungimento dell’accordo sul prezzo del latte è un’ iniezione di fiducia per tutti i pastori del viterbese. Dal primo gennaio fino al 31 agosto 2008 il prezzo stabilito passa a 0,82 cent al litro; dal primo settembre 2008 al 31 dicembre 2008 l’accordo prevede un ulteriore aumento del 10% sul prezzo concordato.
“Il prezzo del latte stabilito ieri - dichiara Coretti- non ci soddisfa del tutto , perché non ripaga per intero l’aumento dei costi della produzione vorticosamente ingranditi negli ultimi anni”.
La Confederazione Italiana Agricoltori di Viterbo si dichiara quindi moderatamente soddisfatta dell’accordo raggiunto; è stata una trattativa che abbiamo voluto e che come previsto si è dimostrata difficile e lunga.
Diamo atto all’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini, di aver cercato e voluto con determinazione questo accordo anche perché la situazione del settore,in particolare del viterbese, è in estrema difficoltà. Al tavolo della pastorizia inoltre è stato concordato anche un aiuto di 800.000 euro per l’analisi sulla qualità del latte, e altri 300.000 euro per l’abbattimento sul credito di conduzione esclusivamente per i pastori, inoltre c’è stato un impegno preciso della Regione Lazio per valorizzare con un logo i formaggi ovicaprini regionali.
“La speranza di tutti quanti è che questo sia un primo passo verso la completa organizzazione e ristrutturazione del settore ovicaprino,insomma abbiamo gettato le basi per un accordo di filiera in vista anche del nuovo P.S.R. - continua Coretti - inoltre siamo convinti che le nostre imprese potranno in questo anno dimostrare l’ottima qualità del nostro latte,che a partire dal 2009 verrà pagato con parametri qualità”. Concludiamo dicendo che la CIA, e in particolare quella di Viterbo, è stata la prima a lanciare l’allarme sulla situazione dei pastori, siamo orgogliosi di essere stati i promotori di un tavolo regionale che discutesse del settore ovicaprino e che ha dato delle prime risposte al mondo della pastorizia laziale.