Riceviamo e pubblichiamo - Giornata Mondiale della Pace 2008 - Famiglia di pace
“La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’olivo
intorno alla tua mensa.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.
Pace su Israele”.
Canta così il Salmo 138: presenta prima una immagine idilliaca della “famiglia”; poi contempla la “città”, Gerusalemme, sognando la prosperità; infine su Israele, l’intero popolo, invoca la “pace”.
Dentro questo orizzonte ci piace collocare la “Giornata mondiale della pace” di questo nuovo anno 2008. Ad essa il S. Padre Benedetto XVI ha dedicato il suo Messaggio “Famiglia umana, comunità di pace”.
Ho la gioia di consegnarlo alla comunità ecclesiale e civile di Viterbo e in particolare agli organismi diocesani promotori dell’“incontro di preghiera e di solidarietà” che, nella città di Viterbo, si terrà il 28 dicembre in S. Rosa, muovendo dalla "chiesa" di S. Egidio al Corso; per l'Italia si svolgerà a Bergamo il 31 dicembre con "la marcia della pace".
Il Papa mette subito in evidenza le connessioni vitali tra famiglia-società-pace: sono anelli di una catena indissolubile. Ma l'avvio si ha dal “prototipo” che è la famiglia, culla della umanizzazione, della socializzazione, della educazione alla pace. Se la “cellula” non è sana e non ha vitalità l’organismo ne soffre ed è messo in crisi: la società non ha pace.
Ecco, allora, un compito: coltivare ogni famiglia come una agenzia di pace; fare dell’umanità una grande famiglia sotto il profilo economico, culturale, politico; dare alla comunità umana un fondamento etico, come base e criterio di ogni ordinamento giuridico.
Chiunque ha a cuore la pace; quanti amano l'umanità ancora oggi segnata da tragedie e guerre; tutti coloro che sentono la responsabilità del mondo come casa abitabile, nella serenità e nella giustizia, sono chiamati ad offrire il loro puntuale contributo di disponibilità interiore, di scelte concrete e di fiducia camminando verso la edificazione di una universale famiglia, nella quale l'amore si traduce in tessuto di pace.
Colui che, nato come "primogenito", è venuto per fare di noi la famiglia di tutti con Dio per Padre, resta l'annunciatore, la guida, il costruttore di questa nuova umanità. Non manchi la nostra partecipazione, il generoso e costante nostro contributo; potrà essere piccolo, ma è indispensabile.
"Da Sion ti benedica il Signore,
che ha fatto cielo e terra" (Sl 134).
Lorenzo Chiarinelli
Vescovo