Riceviamo e pubblichiamo - Alcuni medici delle commissioni di accertamento e valutazione dell’invalidità civile, non ricevono da tantissimo tempo i compensi stabiliti con legge regionale (N. 11 del 19/9/2004).
Da anni la Asl oppone resistenza, nonostante che il suo comportamento sia stato ritenuto illegittimo dai tribunali di Viterbo e Civitavecchia e sia stata condannata al pagamento e alle spese legali, di lite e, in alcuni casi, anche alla rivalutazione monetaria.
Tutto ciò è stato già giudiziariamente accertato per 9 casi sui 17 contestati, nel senso che le altre cause sono ancora pendenti. Ma forse non era meglio accettare fin dall’inizio le giuste richieste degli interessati, o accettare il tentativo di conciliazione esperito ai sensi dell’ordinamento? E poi perché si continua a perseverare visto che la Asl ha già perso, per questa fattispecie, 9 cause su 17?
Non si tratta, anche in questo caso, di sperpero di danaro pubblico?
Inoltre, riferendomi al fatto denunciato dalla dirigente dei Comunisti Italiani signora D’Alessandro, è possibile che lo stesso medico valuti in due commissione distinte (a Civitacastellana e a Viterbo) la stessa pratica?
E’ ancor valido, inoltre, quel criterio previsto dal regolamento istitutivo delle commissioni di accertamento, che stabilisce che i componenti non possono ricoprire incarichi politici e, in caso affermativo, sono nulli gli atti posti in essere da chi ha tali incarichi?
Mi attendo che la Asl dia risposte esaurienti a queste domande che saranno, in caso contrario, oggetto di interrogazione parlamentare.
senatrice Laura Allegrini (An)