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Giuseppe Parroncini
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- “Il museo delle tradizioni popolari di Canepina può fare da traino per lo sviluppo di un efficiente e qualificato sistema museale dei Monti Cimini”. E’ questa la prospettiva indicata da Giuseppe Parroncini, capogruppo dei Ds alla Pisana, nell’intervento svolto, ieri mattina, in occasione della inaugurazione della sede del museo dopo i restauri e l’ampliamento realizzati grazie ai finanziamenti europei del Docup 2001-2006 tramite la Regione Lazio.
La struttura era stata aperta nel 1988 dal sindaco Rosato Palozzi.
“E’ un lavoro prezioso, quello svolto dal Comune, grazie alle competenze del direttore scientifico del museo, Quirino Galli, e di tutti coloro che hanno curato, con intelligenza e sapienza, il restauro, portando anche alla luce importanti affreschi. Canepina vanta uno tra i primi musei demoetnoantropologici italiani: un patrimonio che merita di essere conosciuto non solo in un ambito locale -ha sottolineato Parroncini.
Obiettivo di tutti deve essere, adesso, la promozione di questa realtà. Sapendo che abbiamo nel territorio uno straordinario punto di forza.
A un turismo che si specializza, che riscopre gli antichi percorsi dei pellegrini, come la Via Francigena, che è attratto dagli itinerari dei sapori, che è alla ricerca di ambienti naturali integri, Canepina, insieme con gli altri centri dei Cimini, ha molto da offrire. Si pensi al valore che assumono in questa terra le feste religiose, all’impegno espresso nell’organizzazione di manifestazioni per la valorizzazione dei prodotti tipici, alla qualità dell’offerta gastronomica”.
“La Regione -ha ricordato il capogruppo dei Ds- valorizza la vocazione di questo territorio, non solo sostenendo il progetto culturale del museo, ma anche attraverso nuovi strumenti legislativi, come le nuove regole sugli agriturismo e sul turismo rurale, e investendo sulla multifunzionalità in agricoltura, sul distretto agroalimentare dei Cimini.
Un’altra legge importante che sta per essere approvata è il testo unico per l’artigianato. Il museo, che racconta la vita, la cultura, i valori, il lavoro e la sofferenza delle popolazioni locali, documenta anche mestieri antichi, molti dei quali legati alla lavorazione del legno: alcuni di questi sono scomparsi, altri sono in via di estinzione. Il testo unico, che prevede l’attivazione delle botteghe-scuola, potrà dare impulso alla riscoperta dell’artigianato tradizionale e creare nuove occasioni di lavoro”.