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Le Frecce tricolori
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Riceviamo e pubblichiamo
- Mentre scrivo sfreccia sopra di me il secondo volo radente di una squadra di aerei a reazione. Come poco fa, anche ora, tutti per trenta secondi fermano i discorsi, tacciono e con una smorfia fanno istintivamente sprofondare testa e collo tra le spalle contratte.
Sono passati… ok… io riprendo a scrivere e il resto della città continua quanto interrotto 30 secondi prima. Mi dicono che sono le Frecce tricolori, che domani sarà un “casino”, intanto la fanfara scandisce l’inno nazionale, chissà se hanno continuato meccanicamente ad eseguire o se anche loro hanno interrotto le prove sotto il rombo dei jet?
Troppo facile strumentalizzare questa mia lettera aperta, perciò metto in chiaro subito un paio di punti: 1) mi tranquillizza che i militari, in questo caso dell’aviazione, giurino fedeltà alla Repubblica, doveroso direi… 2) non ho nulla in particolare contro le Frecce tricolori, e contro le altre esibizioni che accompagnano l’estetica e la retorica militare dalla notte dei tempi.
La capacità tecnica della squadra acrobatica segna a suo modo un traguardo raggiunto dall’abilità umana: non mi commuove affatto, ma nemmeno mi scandalizza. Quello che invece mi urterebbe sarebbe un’esibizione non rispettosa nei confronti di tutti i cittadini e della legge stessa.
Non a tutti piace essere travolto da un treno d’onde e non tutti domani (oggi, ndr) staranno a vendere bibite e gadget, benedicendo la reiterata valanga di decibell - interrompo la scrittura per un'altra scorribanda dei “casinisti volanti”: la quarta a bassa quota…
Come stavo dicendo non a tutti piace il frastuono, innanzitutto non piace ai malati, per la cronaca poco fa mi trovavo al Belcolle ad assistere una persona e, per la cronaca, nella corsia sono rimbombate diverse imprecazioni, compresa una dalla persona che assistevo.
Anche i sani comunque, mi pare sopra gli 80 decibell iniziano a produrre un eccesso di adrenalina che, come minimo, rende nervosi.
Per questa ragione esistono leggi che impongono delle cautele nella produzione di rumori molesti e segnano dei tetti sonori e delle norme di condotta anche per gli aviatori, specie se parliamo di aerei a reazione.
Spero che i voli radenti di questo pomeriggio fossero solo errori di misura nelle prove per domani (oggi, ndr), in tal caso tutto a posto, errare è umano. Spero invece non si sia trattato dell’antipasto di un enorme apocalisse sonora.
Per altro le acrobazie aerea se fatte ad una certa quota sono visibili da un campo prospettico più vasto, quindi non vedo perché compierle a bassissima quota. Auguro sinceramente buona festa del giuramento ai militari, alle famiglie, ai bibitari e a tutti, compresi quelli che non partecipano e non sono interessati, sperando che siano rispettati anche loro.
P.S.
Sono memore del linciaggio mediatico ai danni della senatrice Menapace, che l’anno scorso fu critica sugli stessi argomenti che oggi tocco io, so dunque di espormi agli strali e all’ironia di qualche “eroe” della carta stampata, ma non mi importa un accidente. Lascio a politici più professionisti di me di far da zerbino al “senso comune”, a me personalmente il sarcasmo di qualche titolo non fa nulla di fronte al ringraziamento delle tre persone con le quali ero in stanza in ospedale un’oretta fa.
P.P.S.
Poco fa il megafono in piazza del comune ripeteva fino ad un chilometro di distanza il nome e gli incarichi di partito, scandendo bene il nome del p-a-r-t-i-t-o, di una delle figure istituzionali che domani passerà in rassegna i reparti, complimenti per il galateo…
Riccardo Fortuna
Consigliere Provinciale (Rc)