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- Sequestrano e pestano connazionale, arrestati due rumeni.
Pestano un amico Ieri mattina, un rumeno di 45 anni, e stato trovato sanguinante nella zona del Sacrario.
L'uomo, fortemente traumatizzato su tutto il corpo e stato soccorso dal personale del 118 e ricoverato a Belcolle in prognosi riservata.
Subito sono partite le indagini dei carabinieri di Viterbo che hanno raccolto la denuncia del malcapitato, il quale ha raccontato di essere stato pestato da due suoi connazionali, con i quali divideva un'abitazione a viterbo.
I due, secondo il racconto, completamente ubriachi, per motivi riconducibili al suo rifiuto di seguirli fuori città per un lavoro, lo avevano segregato in casa e sottoposto, per una la notte, a gravi sevizie.
Solo intorno alle 7 del mattino, approfittando del sonno dei suoi carcerieri, era riuscito a fuggire dall'abitazione e chiedere aiuto.
Sulla base della descrizione fatta dalla vittima, uno dei due aggressori aveva un braccio ingessato, i militari dell'arma sono riusciti a risalire a due rumeni, C.C.D di anni 25 e C.M.V. di 30 anni, che vagavano in città nuovamente alla ricerca del loro connazionale, con gli abiti ancora macchiati di sangue.
I carabinieri sono andati nell'abitazione in cui era stato segregata la vittima, nella quale hanno trovato ancora numerose tracce di sangue sul letto e sulle pareti.
Al momento della dichiarazione dello stato di arresto per sequestro di persona e lesioni gravi, negli uffici della caserma di via S. Camillo de Lellis, C.C.D., il rumeno con il braccio ingessato, ha tentato la fuga. Prima ha spaccato una finestra con il gesso, quindi ha inserito un grosso frammento di vetro nel gesso, formando un rudimentale pugnale con il quale ha aggredito i carabinieri cercando di farsi strada.
Gli uomini dell'arma sono però riusciti a immobilizzarlo, non senza conseguenza per la propria incolumità, tanto che un appuntato ha subito la frattura di un dito della mano, con prognosi di 25 giorni e un vice brigadiere ha riportato varie contusioni ed escoriazioni, con prognosi di 5 giorni.
Al termine della concitata giornata C.C.D. è stato dichiarata in arresto anche per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento aggravato.