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Riceviamo e pubblichiamo
- Grande soddisfazione è stata espressa dai vertici di Confartigianato imprese di Viterbo e della Fondazione CittàItalia per l’ammissione nella graduatoria per il finanziamento per la conservazione e restauro dello stendardo processionale del S.S. Sacramento del 1683 della Parrocchia di Bassano Romano da parte della Fondazione Carivit.
L’importo assegnato dal consiglio di amministrazione della Fondazione bancaria per il lavoro di restauro del gonfalone dell’artista viterbese Francesco Ciaci è di Euro 8000 che si aggiungono ai 4751 Euro raccolti durante lo scorso anno con la lotteria “Dona e Vinci”.
L’associazione degli artigiani e della piccola e media impresa viterbese e la Fondazione del segretario generale Ledo Prato, infatti, hanno iniziato il loro percorso insieme per raccogliere fondi da destinare al restauro dei beni culturali del viterbese nel corso del 2006.
Il primo appuntamento è stato la tappa a Bassano Romano del tour “Paolina nel Paese delle Meraviglie”, nell’ambito delle Giornate dell’Arte, per sollecitare i cittadini a sostenere ed essere protagonisti, attraverso donazioni, del recupero del patrimonio storico ed artistico italiano. Il progetto prosegue il lavoro iniziato dall’Associazione Culturale La Rocca di Bassano Romano e dalla Parrocchia locale che avevano lanciato l’iniziativa “Salviamo l’Oratorio”. E lo stendardo processionale si trova proprio all’interno dell’Oratorio parrocchiale bassanese che versa anch’esso in cattive condizioni e che ha bisogno di interventi di ristrutturazione.
“La nostra associazione ha detto Yuri Gori, responsabile del progetto di Confartigianato imprese di Viterbo ha sposato subito l’iniziativa che ci ha visto impegnati nella raccolta fondi da destinare ai beni storici della Tuscia.
Un interesse che evidenzia la sensibilità degli artigiani e delle piccole imprese viterbesi verso la tutela del patrimonio artistico e che dovrebbe essere dell’intera collettività. Siamo partiti con lo stendardo di Bassano Romano ma è nostra intenzione verificare se ci sono le possibilità per adottare altri beni della provincia con l’obiettivo di coinvolgere anche ulteriori Enti e Istituzioni.
Dall’altra parte, siamo convinti che, accanto al recupero, vada pianificata una politica che incentivi la salvaguardia e che guardi alla valorizzazione ed alla promozione dei beni storici del territorio. Riteniamo, infatti, che questo possa rappresentare uno dei settori strategici per l’economia del viterbese”.