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Senza filtro
- C’erano oltre cinquecento persone sabato scorso, 21 aprile, nel locale messo a disposizione dalla Scuola Sottufficiali dell’Esercito sulla Cimino, alla Gran Serata in favore del “Progetto Africa”. C’erano il sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli, il prefetto Alessandro Giacchetti, la Senatrice Laura Allegrini. C’era il giornalista di Canale 5 Roberto Bilà, il comico Piermaria Cecchini oltre a tante, tante persone di ogni età.
Ma al centro dell’attenzione c’era lei, suor Alessandra, la Madre Superiore delle suore di Gesù Redentore di Bagnoregio, che operano in uno dei tanti villaggi alla periferia di Abuja, la nuova capitale della Nigeria, in cui regnano indisturbate miseria, abbandono, analfabetismo, denutrizione, malattie, totale assenza di acqua e di qualsiasi struttura, squallide e povere capanne, strade polverose fortemente dissestate. E tanta gente sul cui volto si legge l’urgente bisogno di una vita più umana.
La popolazione del villaggio Ketti (questo il nome del luogo dove operano le suore) ha tante necessità, ma alcune sono vere e proprie emergenze. Una di queste è la mancanza di acqua.
Proprio per aiutare aiuto a quelle popolazioni, l’associazione CGMF ha organizzato la cena benefica, un’iniziativa finalizzata alla raccolta di fondi da destinare alla costruzione di un pozzo nel villaggio in Nigeria.
Il presidente della CGMF, Marcello Rossini, al termine della serata era visibilmente soddisfatto ed anche un po’ emozionato: “Siamo andati ben oltre ogni più rosea aspettativa ha affermato - sia sotto il profilo organizzativo che di partecipazione. Essere riusciti a mettere insieme qualche centinaio di persone ci riempie di orgoglio, ma ci impegna anche a non terminare il tutto in un evento episodico.
Sicuramente da stasera troveremo altre energie da mettere a disposizione di chi sta peggio di noi, coinvolgendo sempre più gli splendidi cittadini di Viterbo, che ancora una volta hanno voluto dimostrare la propria sensibilità quando vengono sollecitati a rispondere ad iniziative di alto valore sociale ed umanitario”.