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Senza filtro
- “Gli elettori di destra del Viterbese non avrebbero meritato una simile fine. Alleanza nazionale non esiste più in quanto non c’è più una classe dirigente in grado di anteporre gli interessi del territorio ai propri interessi politici.
L’immobiliarista Mario Soggiu ha, di fatto, messo in liquidazione il partito di Fini. Il congresso provinciale rappresenterà la cartina di tornasole della totale mancanza di un qualsivoglia progetto politico da sottoporre al vaglio degli elettori.
L’assoluta inconciliabilità tra gli interessi dei vari big e meno big o aspiranti big di via Cardarelli non potrà portare a nessun compromesso credibile, ammesso che alla fine un qualche compromesso si riesca a raggiungere”.
“Insieme per il territorio” torna ad occuparsi dei problemi che agitano le giornate di Alleanza nazionale, alla vigilia di un congresso provinciale che vede spostarsene la data ora per un motivo ora per un altro, ma questa volta il leader del movimento lo fa con una durezza che supera qualsiasi suo precedente intervento sull’argomento.
“Mancando un progetto politico sul quale confrontarsi sottoponendosi al giudizio della base spiega l’ex senatore Bonatesta i colonnelli, i marescialli e gli attendenti locali di Alleanza nazionale cercano di sopraffarsi (senza esclusioni di colpi sopra e sotto la cintola) in quello che il papà di Striscia la notizia, Antonio Ricci, non avrebbe esitazione a definire il congresso delle ‘tessere tarocche’.
Tra queste, oltre duecento (giusto quanto confermatoci da autorevoli voci di via della Scrofa che però chiedono l’anonimato per comprensibili motivi) di extracomunitari.
Si, - sottolinea l’ex parlamentare avete capito bene: extracomunitari. Anche quelli che si trovano a Viterbo (o in provincia) dotati di permesso di soggiorno per un anno.
Oltre duecento, che sarebbero stati ancora di più se a circa una ventina di loro non fosse stata annullata la tessera in quanto non erano nemmeno in possesso del permesso di soggiorno o perché scaduto o perché mai posseduto. In altre parole, di fatto, ‘clandestini’. Duecento extracomunitari riflette Bonatesta rappresentano circa il 25 per cento dei tesserati che possono sottoscrivere la candidatura del successore dell’immobiliarista Mario Soggiu il che vuol dire che, se si mettessero d’accordo, potrebbero addirittura proporre uno di loro: un extracomunitario con permesso di soggiorno in scadenza alla guida di Alleanza nazionale a Viterbo e dintorni.
Non sarebbe male per un partito ex portatore del valore dell’identità nazionale ma che di recente si è convertito al voto per gli extracomunitari anche nelle competizioni elettorali e che ritiene che una percentuale (tipo le ‘quote rosa’) di posti degli uffici pubblici dovrebbe essere riservata agli islamici mentre nelle scuole si dovrebbe insegnare anche il Corano.
A Viterbo prosegue il leader di ‘Insieme per il territorio’ non solo Gabbianelli, Meroi, Allegrini, Taglia e camerati vari si sono immediatamente allineati al nuovo corso ‘politeistico’ indicato dall’ineffabile Gianfranco Fini ma sembra di capire che, motu proprio, siano voluti andare anche oltre.
Ve lo immaginate questo piccolo esercito di ‘vu cumpra’ che fanno la fila, in via Cardarelli, non perché vogliono vendere un paio di calzini o qualche accendino per sbarcare la giornata ma perché anelano di dare a Mario Soggiu circa 26 euro (a volte il frutto di due o tre giorni di tentato lavoro) pur di avere quel rettangolino colorato, con la fiamma tricolore, che attesterà il loro diritto a votare per il futuro federale di via Cardarelli? Vedo Antonio Ricci che si sganascia dalle risate!
A questo punto incalza l’ex senatore una domanda all’immobiliarista Mario Soggiu si impone: chi ha ‘presentato’ questo piccolo esercito di ‘innamorati a tempo’ ad Alleanza nazionale?
Ma non è, questa, la sola curiosità che meriterebbe risposta. A fronte di un tesseramento ‘fisiologico’ che si è sempre aggirato intorno alle duemila persone (anima più, anima meno), da dove vengono i nuovi che hanno portato il popolo di An a disporre di oltre quattromila aventi diritto al voto per il prossimo congresso provinciale?
Gabbianelli, Rotelli, Fracassini e quanti altri, sono in grado di dirci chi li ha presentati, da dove arrivano e da cosa potrebbe dipendere il loro improvviso innamoramento per questo o quell’aspirante federale di via Cardarelli?
Com’è che Storace, che pure strilla e strepita ipotizzando possibili irregolarità nei congressi provinciali di tutta Italia, non ha sprecato nemmeno uno strale per quello di Viterbo? Perché, in attesa del 15 maggio (a proposito, sinceri e meritati auguri), preferisce non occuparsi della politica nel Lazio o perché è convinto che il congresso provinciale di Viterbo rappresenti quell’oasi felice di An che dovrebbe essere estesa a tutto il Paese?
Davvero i big, i meno big e gli aspiranti big di via Cardarelli sono convinti che, alla fine, a Viterbo andrà tutto come prima dell’era-Bonatesta, vale a dire con un partito gestito come se fosse cosa loro?
Ammesso che, alla fine, riescano a superare anche il problema di eventuali sottoscrizioni multiple di candidature e che riescano davvero a celebrare il congresso (data 13 maggio prossimo causa…bomba), sono veramente convinti - conclude Bonatesta - che, questa volta, non ci saranno strascichi di altro genere? Fusse che fusse che il ‘dopo-Bonatesta’ si sta rivelando un fallimento?! La parola agli elettori di An, alla prossima occasione elettorale”.