Senza filtro - Egregio direttore,
Oggi come affermato da esperti politologi - è un rifiorire di partiti degli anti-partito. Uomini politici, che all’interno del proprio schieramento, si improvvisano antesignani di una certa anti-politica.
Sta in pratica ricrescendo un diffuso e preoccupante populismo all’interno delle stesse compagini. Un tempo, per uno di sinistra un cittadino populista era essenzialmente "uno di destra", che talvolta non è consapevole di esserlo.
Credo poter affermare che nel mutato scenario politico viceversa il populismo si possa accostare a tutte le ideologie (per quel che ne rimane di queste).
In Italia avevamo il qualunquismo da "L'Uomo Qualunque" di Guglielmo Giannini, partito che nel 1946 ottenne il 5,6 per cento dei voti alle politiche.
Giannini attaccava la classe politica nel suo insieme. La copertina del primo numero del giornale L'Uomo Qualunque portava la vignetta di un signore torchiato dal governo, dai cui vestiti sgorgavano numerose monetine.
E il tema anti-tasse era il motivo ricorrente dei qualunquisti.
In effetti, pagare le tasse e fare il servizio militare sono i due momenti in cui il singolo in modo evidente deve dare qualcosa allo Stato.
Il clima odierno è certamente favorevole a far crescere una nuova forma di qualunquismo: le questioni dei nostri militari in missione di “pace” (in Libano, Afganistan, Iraq, Kossovo) e la pioggia di tasse inserite in finanziaria sono sotto gli occhi di tutti.
Pare inevitabile, credo, che a livello locale (leggasi crisi in atto alla Provincia e annunciata al Comune di Viterbo) ed a livello nazionale (atteggiamento Margherita, Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani, Di Pietro ed altri) i liberal/populisti attenti ai bisogni dell’ “uomo qualunque” sembrino proliferare a destra e a manca.
Siamo giunti al punto che affermazioni come : “perché, anziché eleggere i rappresentanti del potere legislativo ed esecutivo del nostro Paese, non estrarli a sorte?". Siamo davvero sicuri che dei cittadini sorteggiati si dimostrerebbero governanti peggiori dei politici professionisti che costituiscono la "classe politica"? vengano proferite con sempre maggiore forza ironica.
Aggiungasi che la paura che lievita in molti (a fronte dei vari scandali) di essere spiati dall’occhio del “grande fratello” in ogni attività privata che svolgiamo e l’imposizione governativa di servirci delle banche per qualsiasi operazione finanziaria (divieto assoluto di tenere soldi sotto il mattone, ma è costituzionale?) fanno vacillare in molti quella sicurezza nella garanzia di libertà che il modello democratico offre anche all’uomo qualunque.
E’ bene fugare quanto prima queste ansietà ed essere indotti a ritornare ad aver fiducia nella democrazia, nella libertà e nella politica con la P maiuscola. Per far questo è necessario l’impegno di tutti.
Grazie dell’attenzione. Vive cordialità.
Bruno Barra