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Franco Tomasello, il capo della banda, secondo la polizia
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Robero Billocci e, sotto, Claudio Landucci. Gli altri due rapinatori
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- Rapina da tre milioni e mezzo di euro, con sparatoria, inseguimento e arresto di tre rapinatori.
Arrestati tre malviventi dagli uomini della Volante.
Questa mattina intorno alle 8,40 tre uomini, con i volti camuffati da barbe e baffi finti e occhiali, sono entrati, armi in pugno, nella gioielleria di Franco Menichelli, al Corso, ed hanno costretto i proprietari, tre commessi e una coppia di clienti (un medico e la moglie di Acquapendente) a sdraiarsi a terra e li hanno rinchiusi nella camera blindata del negozio.
I proprietari Franco Menichelli e il figlio Alessandro sono stati anche ammanettati.
I tre, armati di una Colt calibro 32 con un silenziatore artigianale e due Beretta calibro 9, hanno fatto man bassa di gioielli e orologi di grande valore, Rolex, Bulgari e Cartier.
“Si sono anche fatti consegnare la cassetta del sistema di controllo video ed hanno strappato i fili del sistema antifurto - ha raccontato il proprietario della gioielleria Menichelli-. Inizialmente è entrato uno solo dei rapinatori, vestito con giacca e cravatta, e ci ha chiesto di vedere un bracciale. Poi sono entrati gli altri che ci hanno costretti, minacciandoci con le pistole, a sdraiarci a terra e a consegnare i telefonini. Poi ci hanno rinchiuso nella camera blindata e chiusi dentro, fortunatamente non con la porta blindata. Non appena abbiamo sentito che nel negozio non c’erano più rumori, abbiamo sfondato la porta e dato l’allarme. Il tutto è durato una ventina di minuti”.
I rapinatori hanno riempito alcuni sacchi della immondizia e sono usciti dal negozio talmente carichi che hanno iniziato a perdere alcuni gioielli lungo il corso.
In particolare una donna di passaggio ha fatto notare a uno degli uomini che aveva perso un orologio, il rapinatore nel chinarsi per raccoglierlo ha addirittura fatto cadere la sua pistola.
I tre di corsa si sono recati a piazza del Teatro e sono montati su una Panda azzurra rubata. Hanno iniziato a fuggire per via Marconi. Ma già a via Marconi una macchina della volante ha iniziato a seguirli.
Una volta arrivati a Valle Faul la Panda è rimasta imbottigliata dietro a un pullman. I tre sono scesi dall’auto e hanno minacciato con le pistole gli uomini della volante che hanno preferito non sparare per non rischiare di ferire i passanti.
Risaliti sulla Panda i rapinatori, sempre inseguiti dalla Volante, sono risaliti per via del Pilastro, sono arrivati a piazza San Faustino.
Dove è intervenuta un’altra macchina della Volante che ha costretto l’auto dei malviventi a imboccare contromano via San Giovanni Decollato.
A questo punto sono stati speronati da una delle macchine della Volante.
Intanto a Valle Faul stavano arrivando uomini della polizia postale, della mobile e della Digos.
Abbandonata la Panda, i tre a piedi sono fuggiti al Sacrario e poi sono scesi per la scalinata che porta a Valle Faul. A questo punto uno dei rapinatori ha sparato un colpo con la pistola e gli uomini della volante hanno risposto con una sventagliata di mitra verso l’alto a scopo intimidatorio.
Due malviventi sono stati ammanettati dagli uomini della Volante.
L’altro, che ha tentato ancora di fuggire, è stato circondato da uomini della polizia postale, mobile, Digos e Volante.
I rapinatori tentavano di uscire da Valle Faul perché avevano lì posizionato un’auto “pulita” di proprietà di un parente. Una Smart.
Una operazione brillante degli uomini e donne della Volante, guidati da Alba Milioni, che ha messo in mostra le loro capacità operative, il sangue freddo.
I tre uomini arrestati, come ha spiegato il vice questore Vincenzo Cianchella, sono malviventi con gravissimi precedenti.
Il capo della banda è stato individuato da Cianchella in Franco Tomasello, 36 anni di Siracusa con precedenti che vanno da un paio di omicidi all’associazione di stampo mafioso, alla detenzione di armi ed esplosivo.
Gli altri due arrestati, anche loro con precedenti, sono : Claudio Landucci 45 anni di Roma e Roberto Billocci 41 anni anche lui romano.
“Si tratta di malviventi di primo piano - ha spiegato il questore Raffaele Micillo -. Una rapina di questo livello non ha precedenti a Viterbo. Per i tre malviventi doveva essere la rapina che doveva assicurarli economicamente per il resto della vita”.
La rapina doveva fruttare gioielli intorno ai quattro milioni di euro, secondo le intenzioni dei tre. Gioielli che rivenduti ai ricettatori avrebbero portato nelle tasche dei malviventi intorno al milione e mezzo di euro.
Ma ad attenderli c’erano le volanti della polizia e tutto il sistema di prevenzione messo a punto dal questore Micillo.