 |
Alessandro Mazzoli
Copyright Tusciaweb |
-Provincia, crisi risolta. In cinque giorni.
La Margherita ritira l’autosospensione di consiglieri e assessori, dopo la riunione dei capigruppo di maggioranza convocata questa mattina dal presidente Alessandro Mazzoli.
“Sul problema sollevato dalla Margherita spiega relativo alla tariffa sui rifiuti, si definisce una posizione unitaria della coalizione, che chiede la revoca del decreto Verzaschi e alla Regione, d’intervenire sul pregresso. Al tempo stesso, sarà costituita una delegazione degli enti locali, compresi i comuni, per affrontare il problema”.
Il caro rifiuti, con tutti gli annessi e i connessi, era stato l’elemento scatenante, con il quale il capogruppo della Margherita Manglaviti aveva annunciato l’autosospensione di consiglieri e assessori, poi estesa anche ai consiglieri degli enti subordinati. Ma sul tavolo erano state poste anche altre argomentazioni.
“Nell’incontro odierno continua Mazzoli si è discusso del tema che formalmente la Margherita ha posto in consiglio. Adesso si ricompone un quadro unitario e si prosegue il lavoro, affrontando tutte le questioni e proseguendo la nostra azione amministrativa”.
Non senza soddisfazione. “Si è trattato conclude di un passaggio importante, per un chiarimento e una comune assunzione di responsabilità”.
Al termine dell’incontro, è stato sottoscritto un documento da tutti i capigruppo di maggioranza, in cui si formalizza il passo indietro anche rispetto alla bozza firmata a luglio dall’assessore Piazzai, mentre la Margherita incassa una posizione comune sul tema sollevato in consiglio, accantonando, almeno in questa fase, gli altri problemi sollevati.
I capigruppo della maggioranza dell’Amministrazione provinciale di Viterbo e i partiti dell’Unione sottolineano con forza che la politica del centro destra che ha governato per cinque anni la Regione Lazio e la Provincia di Viterbo in tema di rifiuti e in special modo sulla questione delle tariffe si è rivelata miope e sbagliata:
1 perché non si è riusciti a chiudere la filiera determinando un malfunzionamento del sistema che ha prodotto un aumento dei costi e delle tariffe e di conseguenza una gestione poco oculata della discarica;
2 perché tale politica è culminata nel famigerato Decreto 30/05 o Decreto Verzaschi che di fatto ha causato un aumento delle tariffe da 59 € circa a 79,20 € senza che vi fosse l’obbligatoria concertazione con i Comuni come previsto dalla legge regionale in materia di determinazione delle tariffe sui rifiuti;
3 perché di conseguenza ha prodotto un costo aggiuntivo di circa 30 milioni di euro che finiscono per ricadere sui cittadini ed in particolar modo sulle fasce più deboli della società.
Pertanto le forze dell’unione a Palazzo Gentili ribadiscono:
1 la richiesta di revoca del decreto 30/05 con conseguente rideterminazione delle tariffe;
2 l’azzeramento del protocollo del 28/7/2006;
3 la richiesta di un confronto tra la regione Lazio e una delegazione di Sindaci viterbesi coordinati dall’assessore provinciale all’ambiente Tolmino Piazzai in materia di tariffe così come stabilito nella conferenza dei Sindaci tenutasi a Palazzo Gentili il 26 settembre scorso;
4 la costituzione di un fondo regionale che si faccia carico del debito pregresso riguardante il periodo 2000 2005; debito che comunque deve essere espressamente ed attentamente valutato alla luce dei vizi sostanziali e procedurali che riguardano la determinazione delle tariffe nel periodo suddetto.
Verbale approvato durante la riunione dei capigruppo a Palazzo Gentili,
Viterbo 30 settembre 2006