Senza filtro - Anche la pasticceria e i prodotti da forno artigianali possono fregiarsi del marchio collettivo Tuscia Viterbese.
La giunta della Camera di Commercio di Viterbo ha dato il via libera, infatti, al disciplinare nel quale sono fissati i requisiti che le imprese di pasticceria e di panificazione devono possedere per fruire di questa opportunità e vengono elencati i prodotti per i quali è possibile ottenere la licenza d’uso del marchio.
“Un contributo importante all’azione per la tutela e la valorizzazione dell’alta qualità, della bontà e della sicurezza garantite dalle aziende artigiane del settore alimentare”, così Adalberto Meschini, segretario della Cna (e membro della giunta camerale in rappresentanza dell’artigianato), commenta l’ampliamento del paniere con il marchio Tuscia Viterbese.
Il disciplinare è stato redatto da un gruppo di esperti che, coordinato dai responsabili dello Sportello Tuscia Viterbese, ha individuato i prodotti tradizionali commercializzabili con la doppia “T”: ciambella all’anice, ciambelline al vino e all’anice, pangiallo, pizza di Pasqua, pane del Vescovo, tozzetti di Viterbo, torrone con il miele alle nocciole o alle mandorle, pane casereccio sciapo e pizza bianca strascinata.
A queste, si aggiungono specialità tipiche solamente di alcuni centri: il pane di semola di grano duro di Monteromano, le paste al limone di Monterosi e il biscotto di Sant’Anselmo di Bomarzo. In tutto, dunque, dodici prodotti, per ciascuno dei quali sono indicati ingredienti e modalità di produzione.
Le imprese licenziatarie -che, grazie anche alle campagne della Camera di Commercio per la promozione del marchio, potranno conquistare nuovi spazi di mercato- dovranno essere iscritte nell’Albo dell’artigianato e garantire il prevalente apporto manuale nel processo di lavorazione.
L’auspicio di Meschini è che le imprese aderiscano subito al disciplinare e, con alcuni dei dolci e pani contrassegnati con il marchio, partecipino ad una nuova iniziativa del sistema camerale volta a far conoscere e a sostenere il patrimonio alimentare.
“Unioncamere Lazio, insieme con l’Azienda Romana Mercati, ha promosso, per il prossimo novembre, la prima edizione del concorso regionale per i migliori pani tradizionali e prodotti da forno del Lazio ‘Premio Roma’, sulla scia della ricaduta sicuramente positiva del concorso per i formaggi laziali, che -evidenzia Meschini- gli stessi produttori caseari considerano una vetrina di prestigio. Ritengo che la presenza dei panificatori e dei pasticceri della Tuscia possa rappresentare una occasione importante per far apprezzare, oltre i confini provinciali, l’ottima qualità dei nostri prodotti artigianali ottenuti con lievitazione naturale.
Dal confronto con le imprese di altre province del Lazio possono altresì scaturire stimoli al miglioramento e alla ulteriore diversificazione della produzione locale”.
Per informazioni, ci si può rivolgere anche alla Cna, allo 0761.2291.