Senza filtro - Stalker in inglese significa "cacciatore alla posta". Nell'omonimo film di Tarkovskij (1979) la parola indica colui che, lungo un desolato paesaggio di sapore post-atomico e dopostorico (un labirinto di gallerie fatiscenti e invase d'acqua), guida i protagonisti attraverso la "zona" proibita fino a una misteriosa "camera dei desideri". Straordinaria allegoria sul rapporto dell'uomo moderno col sacro, quel film fece epoca. Tanto che Stalker è diventato anche il nome di un certo modo di concepire la performance artistica.
Varcare zone off-limits per riappropriarsi di luoghi abbandonati, magari divorati dal degrado. Riviverli. Ripercorrerli. Ascoltarne il genius loci
sopito. Rinominarli. Recuperarne le mappe di perduti immaginari. Tracciarne di nuove alla ricerca di nuovo senso e nuove identità in incessante metamorfosi.
Mappe mobili e sfuggenti. Reti conoscitive capaci di ridefinirsi sulla base di ulteriori percorsi dati esperienze.
Da martedì 3 ottobre fino a venerdì 6 il progetto Osservatorio Nomade/Stalker sbarca all'Arcionello. Nell'ambito di "Cantieri d'arte 2006 - ridisegnare i luoghi comuni" (a cura dei giovani, validi critici e ricercatori di
Spa.trimonio) gli Stalker romani sotto la guida di Lorenzo Romito condurranno un workshop in collaborazione con la cattedra di Storia dell'arte contemporanea della facoltà di Beni culturali dell'Unitus (prof.ssa Cristallini).
Si tratta di un laboratorio itinerante che, dopo una lezione introduttiva (martedì 3, ore 11.00 a Beni culturali, aula 8), nei tre giorni successivi si sposterà lungo il reticolo degli affluenti di sinistra del Marta (Arcionello-fosso Luparo appunto, Freddano, Leia, Traponzo, Biedano), discendendo dal vecchio acquedotto di fosso Luparo (alle falde della Palanzana) fino al mare. Trascrivendo acque, rocce, gole, pietre, linee di colline, vedute, nature antropizzate, ponti, ruderi, gore.
Ri-abitando tra l'altro i numerosi resti che costellano l'Arcionello e le necropoli di Castel d'Asso e Norchia. Per restituire il tutto sub specie creativa, come nodi di una rete identitaria viva, presente, volta a un futuro possibile. E Altro.
"Lungo l'Urcionio, tra Tuscia, Maremma ed Etruria", questo il titolo del workshop. Sebbene principalmente rivolta agli studenti dell'Unitus, la manifestazione è aperta a tutti (info. 320-4871295).
Gli Stalker romani, già attivi con interventi metropolitani e di "oltrecittà" a Corviale e nella Campagna Romana, hanno un loro sito: www.stalkerlab.it . Mentre è già on line, su www.arcionello.it , una intervista di Marco Trulli (fra i curatori di "Cantieri d'arte") a Lorenzo Romito. In essa lo Stalker si esprime sulle notevoli potenzialità dell'Arcionello in termini di patrimonio identitario e creativo ma anche sulla complessa (e, a ben guardare, ambigua e contraddittoria) dialettica tra la riscoperta creativa di un luogo abbandonato e la sua istituzionalizzazione a parco.
Il Coordinamento "Salviamo l'Arcionello" (320-6872739), ovviamente, sarà della partita.