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Palazzo Gentili
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- La Provincia inciampa sui rifiuti.
Ma si tratta soltanto dell’ultimo di una serie d’ostacoli che finora l’amministrazione era riuscita a schivare.
Nella crisi a Palazzo Gentili, in ballo non c’è solo l’aumento delle tariffe per lo smaltimento. Questo semmai, è stato l’elemento scatenante.
Dietro all’autosospensione di consiglieri e assessori della Margherita, si nasconderebbe un malessere che da mesi covava, venuto alla luce nell’ultima seduta di consiglio.
Secondo ambienti vicini al partito, il malessere della Margherita, ha un nome: Ds.
Gli uomini di Fioroni sono stanchi di come il loro principale alleato ha gestito per un anno e mezzo la Provincia. Per questo, il segretario provinciale Mariani avrebbe già pronta la lista del giro di consultazioni tra gli alleati, una sorta di calendario, esaurito il quale, andare a discutere con il partito del presidente Mazzoli, cui hanno diverse cose da rimproverare.
“Dal ruolo del direttore generale Luciano Dottarelli fanno sapere - al funzionamento della macchina amministrativa, soprattutto in settori specifici e fondamentali come formazione e ambiente, alla Talete, passando per la gestione dei rifiuti. Tra l’altro, non siamo stati lasciati da soli in questa nostra protesta, ma ci sono stati apprezzamenti da diversi esponenti della coalizione”.
Non dai Ds, evidentemente.
I sassolini nelle scarpe sono diversi. “Tentano di farci passare come quelli che vogliono il termocombustore a Viterbo. La realtà è diversa. Se la Regione decide di farlo in un altro posto, l’impianto, lo fa. Poi si vedrà quanto costerà ai viterbesi portare i nostri rifiuti fuori provincia, con i costi maggiorati per le spese di trasporto. Perché un conto è portarli a pochi chilometri, un altro, a magari 150 di distanza”.
Quindi la Talete. “La società non decolla. Non vorremmo che in questa situazione di stallo, si stesse solo favorendo qualche privato”.
La macchina amministrativa: “Sono diverse le cose da rivedere. Primo fra tutti il ruolo d’attore principale del direttore generale Dottarelli, poi non è possibile che gli alcuni assessori, dividano a metà i dirigenti”.
Non solo. “I nostri assessori vanno addirittura in giunta senza avere gli atti”.
In un quadro del genere, il rincaro della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti finisce in secondo piano, anche perché: “Ci auguriamo di no, ma l’aumento di venti euro, alla fine sarà inevitabile”.