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Francesco Ciprini
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Senza Filtro - I giovani della Margherita di Viterbo saranno presenti con una delegazione alla fiaccolata sit in indetto per domani 25 settembre presso l’ambasciata di Indonesia in Roma, via Campania.
In ricordo di Fabianus Tibo, Marianus Riwu e Dominggus Silva che sono stati giustiziati nei pressi dell'aeroporto di Palu, capoluogo della provincia di Sulawesi, in difesa della vita umana, da difendere sempre e dovunque contro ogni tipo di violenza e sopruso, per mostrare solidarietà ai cristiani di Indonesia.
Un atto violento e gravissimo, un’esecuzione eseguita a freddo nonostante l’appello di Benedetto XVI e le tante manifestazioni con migliaia di partecipanti che chiedevano un atto di clemenza al governo indonesiano che va ad aggiungersi alla lunga scia di sangue versato da chi professa una fede ritenuta troppo spesso scomoda per i principi su cui si basa e vista come un nemico da eliminare in troppe parti del nostro pianeta.
“Accolgo con convinzione, piacere e la massima stima l’adesione dei nostri ragazzi alla manifestazione indetta da Pierferdiando Casini commenta Francesco Ciprini, vicesegretario provinciale della Margherita- a testimonianza del fatto che di fronte a certi valori non esistono steccati di partito o di coalizione: la vita di ciascuno di noi è sacra ed inviolabile.
D’altra parte, il consenso e l’adesione a questa fiaccolata sono pressoché totali. Per una volta il mondo politico si mostra unito sotto le insegne di uno dei compiti e dei valori fondanti della nostra società: il diritto dovere di difendere la vita umana. Come diceva il santo di Assisi, non c’è atto più crudele di togliere una vita umana dalle mani di Dio.
Spero sia un momento non solo di ricordo di Fabianus, Marianus e Domingus, ma soprattutto che da questa fiaccolata possa nascere una seria riflessione sulle tante violenze, sui tanti soprusi, sulle tante ingiustizie che migliaia e migliaia di cristiani subiscono in molti paesi del mondo, troppo spesso per il fatto stesso di essere cristiani”
“In un momento storico come quello che stiamo vivendo chiude Ciprini - questa manifestazione serve anche a lanciare un sasso nello stagno e a riflettere seriamente sulle ragioni e i possibili rimedi alla colpevole immobilità,la poca considerazione di sé, della propria storia e identità mostrata dall'Occidente, che si rassegna ad assistere come spettatore indifferente e purtroppo rassegnato ai massacri dei cristiani nel mondo”.
Margherita Viterbo