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Giuseppe Picchiarelli
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- Senza filtro - Ho appreso con stupore e amarezza la notizia del rinvio della quarta edizione de “La Pace si Costruisce Insieme” .
È con enorme rammarico che vengo a conoscenza del fatto che gli uffici del comune di Nepi hanno negato l’autorizzazione ad una manifestazione ormai giunta alla quarta edizione e che, negli anni, riscuote successo e consenso anche in ambito provinciale, tanto da ricevere il patrocinio della Provincia di Viterbo e della Regione Lazio.
Sconcerta che una cosa simile sia accaduta proprio a Nepi, “Città per la Pace”, aderente al Coordinamento Enti Locali per Pace sin dal 2003, proprio quella Nepi al cui ingresso anche la cartellonistica stradale simboleggia come la pace sia principio fondamentale dell’intera comunità.
La diffusione della Cultura della Pace e l’educazione alla Pace devono essere un impegno forte per tutti, a cominciare dagli Enti Locali . Non possono esistere alleanze e maggioranze per le quali sacrificare il lavoro di associazioni che per tutto ciò si prodigano.
Quanto accaduto a Nepi può avere anche questa chiave di lettura perché iniziative come quelle realizzate dal comitato”Nepi per la Pace”, in questi anni, sono sicuramente tra quelle che danno lustro e prestigio ad una città e che ogni amministratore dovrebbe essere orgoglioso di avere.
Le iniziative a favore della diffusione della cultura della pace e della nonviolenza devono essere incentivate, sostenute e favorite dalle amministrazioni locali. Esse sono un patrimonio per tutti da coltivare e difendere.
So che i Soci del comitato, ai quali va il mio incondizionato sostegno e la mia totale solidarietà, hanno tentato ogni strada pur di far svolgere la festa, anche rivolgendosi al prefetto di Viterbo e al presidente Mazzoli.
E’ triste che si debba arrivare a tanto per far valere il diritto alla libera espressione.
Guerre, terrorismo, violenza segnano e insanguinano il nostro tempo ed è per questo che c’è bisogno di manifestazioni come quella che si sarebbe dovuta svolgere senza difficoltà ed ostacoli a Nepi, anzi con l’aiuto e il sostegno pieno e convinto degli Amministratori nepesini.
Mentre a Nepi si nega l’autorizzazione al Comitato per la Pace, gruppi di ispirazione nazifascista cercano ospitalità per i loro raduni nel viterbese a riprova di quanto sia importante diffondere la cultura della Pace e i valori della nostra Costituzione tra i giovani e quanto sia prezioso il lavoro dei Soci del Comitato di Nepi.
Invito quindi gli amministratori di Nepi ad un profondo ripensamento per fare in modo che si lavori per la costruzione di una comunità ed una provincia diversa, in cui la Costituzione, i diritti, le garanzie, la pace siano patrimonio comune, e non alberghino quindi violenza intolleranza e barbarie.
Giuseppe Picchiarelli
Assessore alla Pace.