 |
| Gli uomini del Cev staccano le opere di Abbominevole
copyright Tusciaweb
|
Senza filtro - Siamo francamente colpiti dalla prontezza e celerità con la quale il Comune di Viterbo si è adoperato per strappare via quelle ormai non più misteriose immagini di volti, opere che un artista ha provocatoriamente affisso alcuni giorni fa.
Sappiamo benissimo che l’arte, soprattutto quella contemporanea, non può essere da tutti percepita allo stesso modo e che quindi non può essere universalmente gradita, così come non mettiamo in discussione l’atto di “illegalità” compiuto dall’artista nell’affiggere senza permesso le sue opere sulle pubbliche mura.
Ci stupisce però che la stessa celerità e prontezza non sia stata impiegata dal sindaco Gabbianelli nel cancellare le numerosissime svastiche e scritte inneggianti ad Hitler comparse sui muri di edifici privati e, quel che è peggio, pubblici.
Queste scritte non hanno niente a che fare con l’arte, ma molto con l’apologia di reato.
E allora ci domandiamo: è una scelta precisa di indirizzo culturale da parte dell’amministrazione comunale quella di cancellare opere “apparentemente incomprensibili” e lasciare segni di macabro gusto e di indiscussa illegalità sulle mura di Viterbo?
Se è così dobbiamo consigliare ad Abbominevole di modificare la sua opera “The man from Viterbo” e di mettere sulla fronte dell’uomo sì una croce, ma … uncinata! Siamo certi che resterebbe affissa sui muri senz’altro più a lungo.
Vogliamo però pensare che non sia questa la linea del sindaco Gabbianelli, per cui gli chiediamo di darci un segnale chiaro in tal senso, cancellando, con irreprensibile celerità e prontezza le scritte nazifasciste: il decoro della città di Viterbo non passa solo attraverso i vari fiori piantati nelle aiuole, ma anche e soprattutto attraverso il messaggio che si intende dare a cittadini e turisti ed i muri imbrattati di svastiche, francamente, non sono edificanti né per i viterbesi né tantomeno per chi li amministra.
Pdci Federazione di Viterbo