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| Piero Marrazzo
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Senza filtro - Si parla ormai da giorni di emergenza rifiuti, ma come spesso accade lo facciamo sempre guardando solo alla propria parte politica e agli interessi "di partito", ma mai ascoltando la gente e coloro che vivono nella comunità viterbese e di questo problema vorrebbero conoscere veramente la genesi e cosa potrebbe accadere se dovessimo realizzare questo fantomatico termovalorizzatore nella Tuscia.
La sinistra al governo regionale, continua a "dare i numeri" di quanti impianti e dove dovrebbero essere costruiti, senza ascoltare minimamente la crescente
preoccupazione della gente. I viterbesi sono allarmati, sia perché non comprendono realmente quali impatti ambientali potrebbe avere un termovalorizzatore e soprattutto perché, come è probabile, rischierebbe di smaltire un bacino ben più ampio del viterbese e della Tuscia.
Allora An a questo punto si chiede perchè tanta fretta nel dare numeri e costruire un "inceneritore" in un territorio ad alta vocazione agricola e turistica, quando ancora non sono stati risolti importanti questioni.
Perchè ancora continuiamo ad accettare i rifiuti di Rieti?
Perché la Provincia di Viterbo non vara un "reale" piano di raccolta differenziata, per raggiungere al 2010 il 35% (come impone il decreto Ronchi), da condividere con tutte le amministrazioni comunali della Tuscia?
Perché la proposta del "mattome ecologico" avanzata da An in tempi non sospetti non viene neanche presa in considerazione, visto che la sperimentazione è a costo zero per gli enti locali?
A tutte queste domande e ad altre il presidente Marrazzo, riteniamo debba rispondere in una assemblea pubblica in cui i Viterbesi hanno il diritto di dibattere e conoscere il problema, senza fare come sta facendo il centro sinistra, litigando sul numero e sul luogo dove realizzare questi mega-inceneritori, di cui sinceramente ad oggi non ne sentiamo il bisogno.
Forse qualcuno ha qualche convenienza che non conosciamo?
Circolo Territoriale
Alleanza Nazionale Viterbo