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Una manifestazione no coke
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Senza filtro - Il comitato No Coke di Tarquinia, esprime rabbia e rammarico dopo per le dichiarazioni della Cgil in merito alla necessità dell’utilizzazione del ‘carbone pulito’, o meglio, come ha detto Agostino Megale, presidente dell’Ires Cgil, addirittura dell’eco carbone.
I sindacati privilegiano ancora una volta i loro orticelli, e ignorano le conseguenze dell’inquinamento che TVN produrrebbe, sia sui lavoratori di Torre Valdaliga Nord, (che casualmente sciopereranno per le precarie condizioni in cui sono chiamati ad operare, sia colpendo molti altri comuni cittadini, anche iscritti alla Cgil) che hanno la disgrazia di abitare nel comprensorio dove è presente il polo energetico più grande d’Europa e non una semplice e modesta centrale non inquinante.
Inoltre, il comitato rifiuta e rispedisce al mittente l’epiteto di ‘popolo del Nimby’, acronimo coniato da qualche ricercatore universitario, che deve così giustificare la propria posizione, in quanto da trent’anni a questa parte le centrali vengono costruite sempre nello stesso giardino.
Risulta poi alquanto singolare che un sindacato di sinistra ritenga necessario costituire una task-force, per tappare la bocca ai cittadini che hanno creduto nella concertazione e nella forza del dialogo, elementi sbandierati per ogni dove sia dai sindacati che dalla compagine governativa.
Il signor Agostino Megale prima di parlare di sindromi dovrebbe avere il coraggio di spiegare a tutti la differenza che c'è tra carbone da combustione, quello fossile da combustione, che vogliono utilizzare a Civitavecchia, e quello che riempie la bocca al signor Megale da lui definito "carbone pulito".
Il carbone pulito è ad oggi uno studio che riguarda gli Usa che sarà pronto forse per il 2012. Ad oggi è in fase di studio la possibilità di utilizzare il carbone come elemento chimico, per realizzare energia pulita, ma senza combustione.
A Civitavecchia sono già state istallate le caldaie, enormi come palazzi e sono per la combustione!
“La sindrome di cui ci si accusa è pericolosa, ma di ignoranza si muore”. Siamo di fronte alla disinformazione più completa, voluta o meno, riteniamo sia altrettanto grave.
Grave ancora di più perché questi signori vivono sul territorio e ne subiranno le conseguenze a fronte del ricatto dei posti di lavoro, che comunque potrebbero essere salvaguardati, rispettando di più i cittadini e la terra su cui si vive e lavora. Ricordiamo che tra gli iscritti alla Cgil ci sono anche agricoltori, operatori turistici, insegnanti e semplici cittadini, il loro lavoro e la loro salute conta meno di quelli dei lavoratori Enel?
Comitato no coke Tarquinia