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Piero Marrazzo
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- Lettera - Caro dottor Marrazzo,
sarò duro questa volta. Lei ci ha preso in giro!
Ha lasciato che un suo committente, con il suo beneplacito, per ovviare alle possibili multe che potrebbe prendere per contratto, abbia modificato i termini del servizio reso alla collettività.
Lei ha permesso che Trenitalia aumentassero i tempi di percorrenza, già biblici, tra Viterbo, la sua provincia e Roma. Lei ha promesso la cura del ferro venendo a Viterbo, ma l'unica cosa che in due anni ha fatto è il nulla! nessun nuovo treno veloce che impieghi un’ora per raggiungere la capitale! Nessuna carrozza decente!
C'è la possibilità concreta di avere treni che impieghino un’ora per andare da Viterbo a Roma e viceversa...basta volerlo!
Qualche anno fa ci fu detto che il treno diretto per Roma era impossibile averlo. Qualche uomo politico disse che invece si doveva fare e fu trovato il modo di farlo!
L'ho votata, le ho creduto! Mi sento preso in giro da Lei e dall'istituzione che rappresenta.
Rousseau diceva che quando lo Stato non garantisce più quello che il popolo gli ha delegato, il popolo ha il diritto di riprenderselo.
Vuole forse che la gente scenda in piazza? Che si creino proteste civili, nel rispetto della legalità ovviamente? Vuole veramente questo? vuole fare un semplice calcolo politico, (magari dicendo come Berlusconi che tanto siamo pochi non contiamo niente) o mantenere le promesse che ha fatto?
Luigi Tozzi