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Giancarlo Torricelli
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Senza filtro - Conoscendo la moderazione e il buon senso che spesso ha caratterizzato, almeno in passato, l’azione del senatore Marini sono rimasto allibito dal tono “da crociata” con il quale l’ex presidente della Provincia ha inteso rivolgere addirittura un appello all’Islam moderato (!) e all’Occidente (!) sulla vicenda delle reazioni suscitate nel mondo islamico dal discorso del papa a Ratisbona.
Non mi sfuggono le motivazioni contingenti che spingono Marini ( e la destra in genere) a polemizzare con il governo Prodi su un argomento “di facile consenso” e che porteranno addirittura il Comune di Bassano Romano ad indire un Consiglio comunale “a sostegno del Papa” sabato prossimo.
Così come appare simbolicamente inquietante che tutto questo avvenga nel momento in cui un inspiegabile eccesso di zelo burocratico nega gli spazi al Comitato “Nepi per la pace” per organizzare una tre giorni di festa, discussioni e musica dedicati ad Angelo Frammartino, il giovane costruttore di pace ucciso ad agosto a Gerusalemme.
Al di là del testo diffuso da Marini, infarcito di molti dei luoghi comuni della propaganda della guerra di civiltà (…dalle presunte radici cristiane dell’Europa alla supposta volontà di distruggere le mura di Roma), quello che non può sfuggire è l’operazione culturale di chi, ancora una volta tenta di utilizzare le religioni, per dividere, per creare fossati, per diffondere irrazionalità e paure.
Se si parla, in maniera non ipocrita, di costruzione della convivenza civile forse sarebbe il caso che le rivendicazioni sulle radici, sulle culture identitarie chiuse, sulle forme etniche, sulle presunte superiorità religiose, fossero bandite una volta per tutte.
Non è possibile risolvere alcun problema di scontro se non si abbandona la contrapposizione tra “civiltà e religioni” e non si assume tutti il terreno pratico e politico della laicità, che con la sua mancanza di rigidità, assolutezza e verità posseduta può consentire di governare i conflitti e di costruire la pace.
Leggendo le parole di Giulio Marini mi sono tornate in mente le parole di un intellettuale ebreo, Moni Ovadia che nel suo “Contro l’idolatria” scrive “Prende piede la peggiore idolatria: fare del Dio di tutte le genti della Terra che fonda l’universale umano, la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza un idolo fazioso disponibile ad ogni uso di parte”.
Se si vuole contribuire a costruire la pace è necessario rifiutare questo uso di parte, è necessario disertare di fronte alla chiamata alle armi per la guerra di civiltà, è necessario riprendere un cammino di liberazione contro tutti i fondamentalismi.
E’ necessario costruire ponti e relazioni tra genti e culture differenti, come ha cercato di fare Angelo Frammartino nella sua breve esistenza e come cerca di fare il Comitato “Nepi per la pace” a cui significativamente si impedisce di svolgere la propria festa.
Giancarlo Torricelli
consigliere comunale Bassano Romano