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L'assessore Picchiarelli
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Senza filtro -Gentili redazioni scrivo in relazione ad un articolo apparso domenica scorsa sulla pagina nazionale del Corriere di Viterbo, nella fattispecie nella pagina nazionale.
Larticolo in questione riportava linquietante titolo Diabete come laids, riportando una serie di dati sulla diffusione e sullincremento del numero di diabetici nella popolazione mondiale.
Larticolo in esame è stato pubblicato peraltro, destando sconcerto e dissenso esplicito da parte della comunità scientifica internazionale, anche su altri giornali, con titoli più o meno analoghi.
Dal mio insediamento come assessore alle politiche sociali, incontrando con grande orgoglio numerosissime associazioni, di disabili fisici, psichici, di volontariato ecc
, ho sicuramente tratto insegnamenti importanti, fra cui, forse il primo, considerare il malato, il disabile, come una persona e non come un diverso, a cui vanno quindi riconosciuti eguali diritti, certezze e, soprattutto, rispetto.
Comprenderà certamente la gravità nellimpatto con il pubblico che larticolo in questione ha provocato, in un clima, quello della nostra Provincia, in cui a farla da padrona è purtroppo una diffusissima ignoranza del problema.
A titolo esemplificativo posso citare episodi eclatanti e piuttosto frequenti di scuole in cui ad alunni diabetici viene impedito di partecipare alle gite scolastiche.
Mi è stato addirittura riferito di alcuni casi di insegnanti che hanno ghettizzato alcuni alunni diabetici per, questo è stato il motivo addotto, timore di contagio.
Non voglio ricorrere a stereotipi mediatici di vip diabetici che conducono una vita del tutto normale, basti pensare per tutti ad un giocatore di calcio come Scholes, campione inglese del Manchester United.
Io stesso, che ne sono affetto sin da quando avevo 12 anni, credo di aver condotto una vita del tutto normale, un normale corso di studi, un lavoro come tanti altri, uno sport come tanti miei coetanei, ed un impegno, che per me è la politica, che per tanti altri può essere rappresentato dal volontariato od altro.
Ecco, io credo che sia proprio questo lo stereotipo che va abbattuto e contrastato in ogni modo e con tutti i mezzi di cui disponiamo, quello che tende a considerare chi è affetto da diabete come una persona a metà, come un appestato, come, appunto, un problema per la società.
La mia formazione culturale mi induce a pensare che dietro posizioni simili non vi sia altro che la mancata conoscenza del problema, ed è proprio per questa ragione che faccio appello ai mezzi di comunicazione per fare in modo che il problema venga affrontato con modalità diverse e, per alcuni versi, nuove, quelle della consapevolezza e del sapere.
Pensate forse che quello delleducazione alimentare sia un problema che affligge esclusivamente i diabetici e non, invece, un male del nuovo millennio e quindi esteso assolutamente a tutti?
Pensate quindi che la necessità di una corretta attività fisica sia un fare quotidiano patrimonio esclusivo di un diabetico o piuttosto una buona pratica da diffondere?
Ecco, è da questi concetti che proverei a discutere nel parlare non del diabete ma della qualità della vita di ciascuno di noi.
Giuseppe Picchiarelli
assessore alle politiche sociali della provincia di viterbo ( diabetico)