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La manifestazione sorridente per porta Murata
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- Anche se il linguaggio truculento di certi amministratori comunali e le elucubrazioni di Azione Giovani, che hanno creduto di fare cosa originale e spiritosa parlando di manganello e definendo la manifestazione dinanzi a porta Murata di estrema destra passatista e reazionaria, avevano attenuato ogni speranza, infine il buon senso e l'intuito politico del sindaco hanno prevalso.
Il sindaco ha evidenziato delle irregolarità, alcune delle quali già note, che gli hanno consentito di bloccare un'opera che era stata giudicata devastante non come pretesto per infangare qualcuno ma perché avrebbe apportato un ulteriore ferita alle mura urbane di Viterbo. Singolare in tutta la vicenda il silenzio della Soprintendenza.
Ma le decisioni del sindaco non devono essere un punto d'arrivo ma di partenza per istaurare a Viterbo un nuovo modo d'intrattenere rapporti tra le associazioni che operano sul territorio e l'amministrazione comunale.
Ha perfettamente ragione il sindaco nel deplorare alcune scritte demenziali figuranti su di un cavalcavia, ha ragione di deprecare certi toni troppo accesi (che anche dalla sua parte politica non sono mancati), ma tali deplorazioni e deprecazioni possono avere un valido significato solo se inseriti in un rapporto diverso tra chi governa il Comune e chi, in alcune situazioni particolari, può avere, ed ha il diritto di avere, una visione differente su determinati problemi della città e su certe modalità d'intervento.
Nella prima settimana di ottobre il Comitato Viterbese per la tutela dell'Ambiente e dei Beni Culturali terrà un convegno sulle mura di Viterbo.
Intervenga questa volta il sindaco insieme agli assessori competenti, si ascoltino le varie opinioni, non si pongano veti ed ostracismi e così si potranno evitare le polemiche, le diatribe e si toglierà qualsiasi alibi a chi volesse, da qualunque parte, innescare meccanismi di scontro.
Sostituiamo alla prassi dello scontro e delle accuse gratuite il metodo del rispetto reciproco e del confronto, che non cancella l'identità di nessuno ed evita ad ognuno il rischio di brutte figure.
Giuseppe Occhini