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- Appropriazione indebita di denaro all’Università della Tuscia, sette persone denunciate.
Tre sono accusate di peculato aggravato e continuato e falso materiale e ideologico e quattro per concorso in peculato aggravato e continuato. Tra i denunciati non risulta nessun docente dell'ateneo.
Articolato il meccanismo scoperto dalla guardia di finanza e che aveva permesso di sottrarre dalle casse del dipartimento d’economia agro forestale dell’ateneo, 350mila euro.
Una dipendente, responsabile economico del dipartimento, R. P. 35 anni, con la complicità delle altre persone coinvolte, predisponeva falsi mandati di pagamento, privi cioè, dei giustificativi di spesa o intestati a persone estranee, se non addirittura del tutto falsi, tanto nei contenuti quanto nelle firme dei direttori di dipartimento.
Non solo.
Venivano anche emessi mandati di pagamento con fondi dell’Università, a favore d’aziende o società, sulla base di fatture false, per prestazioni di servizio mai eseguite o forniture mai avvenute, ma anche per acquistare telefoni cellulari o cordless, ma impropriamente usati dagli autori della truffa.
Tutti i soldi ed i beni, sarebbero finiti nelle tasche delle sette persone coinvolte.
Le indagini, condotte dalla procura della Repubblica di Viterbo, sono scattate lo scorso anno, quando altri dipendenti dello stesso dipartimento si accorsero che qualcosa non andava e presentarono un esposto.
Un'altra denuncia, nei giorni successivi, fu presentata dal rettore dell'ateneo, Marco Mancini, il quale annunciò che l'università si costituirà parte civile in sede di giudizio.