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Gabbianelli ai bei temoi quando omaggiava l'amico Gigli
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- L’aeroporto? Ci penso io. Fioroni, Sposetti e Gigli me li mangio in un sol boccone. E’ tornato il guerriero della luce. In un'intervista al Messaggero il sindaco Gabbianelli bastona a destra e a sinistra. Da Gigli a Sposetti, appunto.
Sull’aeroporto afferma: “La società Savit nacque per volere del Comune quando il sottoscritto seppe che a Viterbo si sarebbe trasferito il reparto Tucano e che il ministero della Difesa metteva a disposizione 20 miliardi di lire. Credetti subito in quel progetto, nella grande opportunità che celava e nel 2001 creai la Savit, firmando un protocollo d’intesa con i vari ministeri, l’Enac, la Provincia e la Camera di Commercio.
Da informazioni riservate si è saputo che in tutto il Lazio l’unica aerovia che permette atterraggi a norma è la struttura di Viterbo. Che diventerà l’appendice di Ciampino per i voli low-cost a discapito di Latina e Frosinone. Quindi, Camera di Commercio e Provincia già pensano di sedersi al tavolo con il fazzoletto legato al collo e la forchetta in mano per cominciare a mangiare. Ma si sbagliano e di grosso”.
Il sindaco teme che sull’aeroporto ci vogliano mettere le mani sia i Ds che la Margherita.
“Mi vorrebbero mettere in minoranza - spiega al Messaggero - perché i due enti detengono dentro la Savit il 66% delle quote. Ma il Comune di Viterbo diventerà azionista di maggioranza della Savit con il 51%, perché così vuole la logica".
Non basta, ci sarebbe stata anche una sorta di imboscata.
"Lo scorso 3 luglio convocai una riunione tecnica, ovviamente in Comune, per coinvolgere tutte le forze interessate. Caso strano si registrarono solo le assenze di Palombella, Mazzoli e del rappresentante della Regione. Assenze strategiche".
E a Nando Gigli che ha preconizzato la fine dei sindaci targati An replica: ”Premesso che sono gli elettori ad avermi conferito il mandato e non certo Nando Gigli, voglio solo ricordagli che qui nessuno può imporre nulla. Quando sarà il momento si discuterà, ma non c’è nessun Re Sole. E tra l’altro non credo che andrà in pensione dopo questa consiliatura, anzi. E fatemelo dire: sono io che affermo di avere con lui differenze politiche e culturali, non viceversa.
E poi su un possibile asse Gigli Fioroni Sposetti.
“E’ fantapolitica, ma se Gigli, Fioroni e Sposetti in persona si candidassero contro di me perderebbero. Ora e sempre”.
Ma non sarà che Gabbianelli è stato colpito ancora una volta dalla sindrome del generale Custer.