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La svastica sul Torrione della Contessa Matilde di Canossa
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Senza filtro -Si chiama “L’extra per il Torrione” l’iniziativa, promossa dall’associazione artistico-culturale “La Lestra” tramite le pagine del suo mensile, che mira alla rimozione delle scritte realizzate con bombolette spray che deturpano le pareti interne del Torrione della Contessa Matilde di Canossa.
L’associazione, infatti, oltre ad aver provveduto a presentare, il 10 ottobre scorso, un esposto, denunciando i fatti, presso il comando dei carabinieri di Tarquinia, ha, nello stesso tempo, presentato al sindaco la richiesta di autorizzazione per rimuovere le scritte dalle mura con iniziativa e mezzi de “La Lestra”; inoltre, l'associazione ha provveduto a comunicare alla soprintenza per i Beni ambientali, nella persona di Giuseppe Simonetta, le modalità dell’intervento in progetto.
L’impegno finanziario per l’intervento di rimozione è preventivato per una cifra che certamente non dissesterà il bilancio dell’associazione, anche se ogni risorsa che “La Lestra” metterà a disposizione è frutto di economie basate sul volontariato e sull’impegno dei soci.
C’è quindi, stante la citata disponibilità finanziaria, un ulteriore aspetto riguardante la sensibilizzazione che si vuole stimolare, ovvero: la partecipazione popolare al finanziamento dell’intervento.
Per questo, da domenica 29 ottobre, verranno istituiti in diversi punti (attività commerciali, edicole, ecc.) dei centri di raccolta per i fondi necessari all’opera.
Domenica mattina, in particolare, in occasione dell’uscita de “L’extra”, i membri dell’associazione allestiranno un banchetto informativo presso la sede de “La Lestra”, a Palazzo Bruschi (via Umberto I) dove sarà istituito un centro di raccolta ed a chi volesse contribuire all’iniziativa verrà donata una stampa artistica del Torrione realizzata da Zuccanti.
“Non dobbiamo arrenderci recita l’articolo di presentazione, su “L’extra”, dell’iniziativa - Non possiamo sopportare o abituarci a vedere qualche turista girare altrove l’obiettivo della macchina fotografica per evitare di trovare nell’album dei ricordi di viaggio un tale strazio, né, per contro, attrarre quello di coloro che ci commiserano per trascuratezza e indifferenza”.