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Un appostamento con l'autovelox per giunta con l'auto in sosta non corretta
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Riceviamo e pubblichiamo
- Buongiorno
Leggo con interesse il dibattito sull'uso degli autovelox da parte delle amministrazioni comunali.
Mi pare però che ci sia un dialogo tra sordi, l'iniziativa dell'assessore Mazzola è lodevole e non può essere definita diversamente perché è appurato senza ombra di dubbio che molti comuni fanno dell'odiata macchinetta un mezzo di sostentamento.
Ci sono atti ufficiali che parlano chiaro, se un comune mette in bilancio la previsione di introito da autovelox mostra già palesemente la malafade.
Questo però non significa che certe strade non siano pericolose e che non vadano sorvegliate, ma anche lì c'è modo e modo.
Inoltre su molte strade i limiti sono bassi senza motivo, ed è proprio in quei punti che spesso vengono nascosti gli autovelox.
Io vorrei porre una domanda ai sindaci sostenitori della sicurezza stradale.
Se fotografate un'auto che supera i limiti e non la fermate, avete fatto prevenzione?
No, perché l'auto in questione continuerà il suo viaggio indisturbata.
Se nascondete l'autovelox in un cespuglio e chi lo vede frena all'improvviso, di chi è la colpa dell'eventuale tamponamento?
Se veramente si vuole prevenire bisogna innanzitutto uniformare i limiti e renderli accettabili, dopodiché predisporre dei controlli sensati.
Ma per prevenire ancora di più, bisognerebbe progettare le strade con criterio, cosa che non accade mai.
Assurdo che strade appena costruite abbiano pendenze sbagliate, incroci con scarsa visibilità e amenità del genere. Per cui si abbassano i limiti, si costruiscono rotatorie e via così.
L'esempio valido è sempre quello della bretella cimina. Quella che avrebbe dovuto velocizzare il collegamento Viterbo-Civita Castellana.
Le strade pericolose vanno rese sicure ma con le ruspe, non con gli autovelox.
Con le preclusioni ideologiche ed i falsi intenti non si risolvono i problemi.
Cordiali saluti
Massimiliano Forieri