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Giuseppe Parroncini
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- “I vini della Tuscia costituiscono un patrimonio di straordinario valore, una risorsa dalle enormi potenzialità, ancora non sufficientemente esplorate e messe a frutto.
Le considerazioni e l’auspicio di Mottura non possono essere sottovalutati o minimizzati, sono infatti un prezioso stimolo a fare di più, a partire dalla piena attuazione di una strategia coordinata ed efficace di interventi volti alla promozione e al rilancio della qualità dei nostri vini”. E’ quanto dichiara Giuseppe Parroncini, capogruppo Ds alla Pisana, rispondendo all’appello rivolto alle istituzioni da Giorgio Mottura, presidente della Strada del Vino della Teverina.
“E’ indubbio che la collaborazione fra istituzioni e realtà produttive risulta decisiva. Su questo versante, la Regione è più che intenzionata a fare sul serio, svolgendo fino in fondo il proprio importante ruolo.
Penso alle misure e alle iniziative che sono già state messe in campo per la valorizzazione delle produzioni vinicole della Teverina, la cui eccellenza è anche certificata dalle più prestigiose guide. Due strumenti di marketing e promozione, come il Museo a Castiglione in Teverina e la Strada del Vino, sono stati sostenuti -dice Parroncini- con stanziamenti per quasi due milioni di euro.
Così come non va sottovalutato l’impegno profuso per la realizzazione delle Feste del Vino e, da parte dell’Arsial, per gli allestimenti degli spazi espositivi al Vinitaly. Evidentemente si tratta di un tassello. Nuove misure ed azioni dovranno farsi carico della sfida della competizione globale, a partire da quelle del prossimo Piano di Sviluppo Rurale, che intendiamo orientare verso la promozione e il marketing, per costruire una strategia di ampia prospettiva, capace di affrontare il problema della competitività e dell’apertura di nuovi spazi nei mercati nazionali ed internazionali”.
“Pensiamo a un ‘sistema’ della qualità orchestrato, appunto, nel quadro della piena e fattiva collaborazione fra le istituzioni e le imprese, capace di trasformare il vino in vettore di sviluppo a 360 gradi, prodotto simbolo capace di veicolare e trasmettere identità e vocazioni, ‘attrattore’ culturale e turistico, risorsa economica ed occupazionale. Su questo terreno, insomma, la Regione Lazio non si sottrae alle proprie responsabilità. Vogliamo essere partner certo e affidabile per i produttori”.