- Egregio direttore,
E' con sorpresa e con un certo imbarazzo che leggo sui giornali di una mozione di incompatibilità presentata da consiglieri di rifondazione comunista ed approvata a Civita Castellana con il voto favorevole anche di un consigliere della Margherita.
Sorpresa perché a più di un anno dalle mie dimissioni dall'ATER (inviate a Regione, Corte dei Conti e Prefetto - seguite da un silenzio assoluto) motivate anche per le incompatibilità ed i conflitti d'interesse di Ugo Gigli, le stesse solo oggi vengono correttamente messe in luce da quella sinistra che sotto elezioni le aveva sottaciute per mero opportunismo politico.
E' comprensibile: non si poteva delegittimare un utile improvvisato alleato.
Anche se l'ente, da me rappresentato a livello di vertice, aveva reiteratamente denunciato la situazione non solo a istituzioni e ad organi di vigilanza, ma perfino in una conferenza stampa.
Imbarazzo in quanto oggi come ieri (lasciato solo col cerino in mano dai compagni di partito a fare una battaglia sulla legalità) mi è dato osservare una sorta di riverente rispetto per chi le regole se le scrive e per coloro che non rispettano quelle poche che restano.
Mi riferisco in particolare ai requisiti di cultura (laurea) e di età (65 anni) per ricoprire l'incarico di direttore generale dell'ATER.
A scanso di cattive interpretazioni riporto fedelmente di seguito i passi della legge regionale che li contempla e la modificazione apportata successivamente.
ARTICOLO 11 (legge regionale 30/02)
(Direttore generale)
1. Il direttore generale è nominato dal consiglio di amministrazione ed è scelto tra i dirigenti dell'azienda stessa o di altri enti pubblici o privati, di età non superiore ai sessantacinque anni, che abbiano svolto attività dirigenziale e che siano in possesso del diploma di laurea.
2. L'incarico di direttore generale è conferito a tempo determinato, per un periodo non superiore a cinque anni,rinnovabile una sola volta, e ha termine, comunque, con la costituzione del nuovo consiglio di amministrazione. …omississ…..
*Con legge regionale n. 2 del 27-02-2004 (legge finanziaria regionale del 2004) art.89 (Modifiche alla legge regionale 3 settembre 2002, n. 30), con fraterna solidarietà, alla mancanza di laurea ritenuta necessaria in tutti gli altri ATER d'Italia, si sopperiva modificando il comma 1 dell'articolo 11 aggiungendo in coda allo stesso le seguenti parole: "ovvero che abbiano espletato per almeno 10 anni l'incarico di dirigente apicale di ente pubblico.”
Resta a questo punto da chiedersi, viste le dichiarazioni rilasciate, se qualcuno alla Regione Lazio protrarrà o magari avrà già protratto fino al novantesimo anno di età l'età pensionabile del direttore dell'ATER di Viterbo ed ancora come mai, a più di un anno dal suo insediamento il nuovo presidente Ds dell'ATER non ha provveduto a rinnovare l'incarico tenendo presente eventuali nuovi limiti di età (che al popolo non è dato conoscere) .
Vive cordialità
Bruno Barra