- “Educazione tra pari” e “Relatium Distretti”: sono questi i due progetti presentati stamattina nella sala conferenze di Palazzo Gentili. Il primo di prevenzione, il secondo finalizzato all’inserimento lavorativo di tossicodipendenti e alcolisti, entrambi con la partecipazione di ampi partenariati. Le iniziative sono state illustrate dall’assessore alle Politiche sociali Giuseppe Picchiarelli, Luca Piras, sociologo della Provincia, Anna Rita Giaccone, direttrice dei Sert della Asl, e i rappresentanti dell’assessorato alle Politiche sociali della Regione Lazio.
“Educazione tra pari” avrà una durata di 18 mesi e un finanziamento regionale di 68.000 euro. E’ rivolto agli studenti e mira alla crescita della consapevolezza sulle capacità di scelta e vede il coinvolgimento di Sert della Asl, enti locali, scuole, Ufficio scolastico territoriale, terzo settore.
“Relatium-Distretti” è realizzato invece insieme ad associazioni di categoria, sindacati, terzo settore, Asl e università. Sempre di 18 mesi la durata, il finanziamento regionale in questo caso è invece di 123.000 euro. Le azioni prevedono l’avvio di un percorso di orientamento al lavoro in favore di 50 persone prese in carico dal Sert al termine del ciclo riabilitativo. Tra queste, 8 verranno inserite nel mercato del lavoro.
“Gli operatori dice Picchiarelli con la loro presenza oggi hanno dimostrato grande sensibilità e attaccamento al problema. Il lavoro svolto è di pregevole fattura, soprattutto perché tra la bontà dei progetti e i partecipanti al partenariato c’è un nesso: le due iniziative sono infatti legate per combattere gli stereotipi. Quelle messe in atto sono importanti sinergie tra chi ha ruoli e funzioni diverse, ognuna delle quali indispensabile, nessuna delle quali può venire meno in questo processo, poiché strategicamente importante per raggiungere l’obiettivo finale”.
Riguardo all’inserimento lavorativo, l’assessore ha rimarcato l’importanza del fatto che “le imprese non devono assumere in una logica di assistenzialismo, lo scopo è infatti quello di considerare le persone in quanto tali e sulla base delle rispettive capacità produttive”.
Entrambi i progetti vertono quindi in un’unica direzione. “Anche se il concetto sui pregiudizi è forte principalmente sul secondo, ovvero sugli sbocchi occupazionali, questo si rende applicabile solo laddove è stata effettuata una forte opera di sensibilizzazione, cioè nelle scuole, ambito privilegiato del primo. E’ per questo che abbiamo chiamato in causa anche la consulta studentesca: stiamo affrontando un problema di crescita e di formazione. In conclusione, ciò che siamo chiamati a garantire è il riconoscimento di un diritto, non l’ennesima illusione. Di illusioni, chi ha avuto problemi di dipendenza ne ha subite fin troppe”.