Riceviamo e pubblichiamo
- Siamo amministratrici e amministratori pubblici preoccupati della possibilità che il Disegno di Legge 772 (più noto come disegno di legge Lanzillotta) che interviene su tutta la gamma dei servizi pubblici locali (trasporto pubblico, luce, gas, rifiuti) ad eccezione del servizio idrico integrato, possa essere inserito come collegato alla legge Finanziaria.
La proposta del ministro Lanzillotta considera l’affidamento diretto a soggetti pubblici (in house) come un’ipotesi eccezionale e temporanea costringendo gli enti locali alla privatizzazione.
La proposta del ministro Lanzillotta arriva addirittura a prevedere anche l’affidamento diretto a società miste (pubblico/privato) soltanto come fatto eccezionale.
Una proposta non giustificata né dalla normativa nazionale, né da quella comunitaria che costringerebbe gli enti locali alle gare anche quando volessero scegliere un’altra modalità di gestione. Alla faccia dell’autonomia delle comunità locali e delle Istituzioni.
Ciò che non condividiamo del disegno di legge è l’affermazione ideologica secondo cui la messa in concorrenza dei servizi e degli operatori garantirebbe de facto la qualità del servizio, l’efficienza gestionale e il risparmio per gli utenti.
Affermazione veramente ideologica che non fa i conti con la storia recentissima del nostro Paese. Come non vedere infatti che 15 anni di privatizzazione hanno aumentato la precarietà del lavoro, hanno peggiorato i servizi e al tempo stesso aumentato le tariffe?.
Non vogliamo comunque contrapporre la retorica del pubblico a quella del privato, dal momento che anche nel nome del pubblico sono state compiute grande nefandezze negli anni passati.
Chiediamo di preservare l’autonomia degli enti locali, dando loro la possibilità di mantenere il diritto di scegliere il modello di gestione per l’erogazione dei servizi.
Nelle scorse settimane anche nel viterbese si è abbozzato un interessante dibattito sul futuro della gestione dei rifiuti.
Accanto alla questione relativa all’incenerimento si è discusso della possibilità di gestire lo smaltimento attraverso una società provinciale interamente pubblica sul modello di quanto è avvenuto per la gestione idrica.
Se il disegno di legge Lanzillotta dovesse essere approvato questa possibilità verrebbe impedita espropriando le comunità locali e i consigli comunali di una loro prerogativa.
Con questo nostro appello chiediamo lo stralcio del DDL 772 dalla legge Finanziaria.
Chiediamo, inoltre, di aprire nei nostri territori una discussione partecipata sui beni comuni e i servizi pubblici locali a partire dal futuro dei rifiuti coinvolgendo gli Enti Locali, le organizzazioni sindacali, ambientaliste e la cittadinanza tutta.
Giuseppe Picchiarelli (Assessore Amministrazione Provinciale -Viterbo-)
Massimo Miccini (Capogruppo PRC/SE Amministrazione Provinciale Viterbo-)
Riccardo Fortuna (Consigliere Provinciale -Viterbo-)
Bengasi Battisti (Consigliere Provinciale Viterbo e Sindaco di Corchiano)
Angelo Bellucci (Consigliere Comunale Viterbo)
Marco Prestininzi (Consigliere Comunale Viterbo)
Francesco Antonio Romito (Consigliere Comunale Civita Castellana)
Danilo Corrazza (Consigliere Comunale Civita Castellana)
Federcio Pasquinelli (Consigliere Comunale Vetralla)
Giancarlo Torricelli (Consigliere Comunale Bassano Romano)
Beatrice Nardi (Vice-Sindaco di Ronciglione)
Angelo Anselmi (Assessore di Vignanello)