Senza filtro - Al sindaco del comune di Tarquinia nonche’:
ai consiglieri dell’Unione e di Rifondazione
del comune
della provincia
della regione
Situazione ospedale di Tarquinia
Le iniziative assunte dal Tribunale per i diritti del malato, riassumibili nella lettera/denuncia qui acclusa, il “grido d’allarme” sollevato dalla popolazione con la petizione firmata da migliaia di cittadini, la missiva a sostegno firmata da tutti i primari dell’ospedale pure inviata nei giorni scorsi alla direzione generale dell’Asl di Viterbo, in uno con l’azione politica intrapresa dal circolo di rifondazione comunista. di tarquinia che è sceso in piazza in difesa dei cittadini, denunciano l’inerzia colpevole dei vertici dell’asl ed una tacita ma concreta determinazione a voler lasciar morire” lentamente ma inesorabilmente l’ospedale cittadino, a cominciare dai reparti essenziali per la salute dei cittadini piu’ bisognosi, quelli di oncologia, di endoscopia (unita’ rimaste prive d’organico e/o con macchinari osoleti) e di guardia medica, gia’ formalmente “soppressa”.
Tutto cio’ a dispetto dei pur costosi lavori di rifacimento edili di tutto il fabbricato e della tanto sbandierata opera di “prevenzione” !
Nel rappresentare l’estrema urgenza di queste problematiche stante il pericolo grave, imminente per la salute di migliaia di cittadini in un contesto caratterizzato dal prolungato silenzio dei vertici Asl, chiediamo con forza a nome dei cittadini di Tarquinia e del comprensorio tutto, di poter discutere ed esaminare, di concerto con le parti sociali, il progetto effettivo sulle sorti dell’ospedale di Tarquinia e la strategia perseguita dalla direzione generale dell’Asl di Viterbo.
A tal fine invitiamo tutti gli esponenti in indirizzo ad adottare le piu’ opportune iniziative politiche e in tutte le sedi, compresa quella parlamentare, al fine di evitare i paventati pregiudizi alla salute della collettivita’ del comprensorio ed ottenere al contrario non solo un impegno preciso di mantenimento delle strutture esistenti, ma il loro potenziamento in termini di personale e di macchinari, in un’ottica di valorizzazione delle risorse e delle eccellenze esistenti di fronte ai sempre crescenti bisogni della popolazione locale e nel rispetto delle fascie piu’ deboli e dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale.
circolo “Enrico Berlinguer”
Rifondazione comunista
La lettera del Tribunale dei Malati
All’attenzione della Direzione Generale
c/o ASL di Viterbo
dr. Giuseppe Maria Aloisio
e
All’attenzione del Direttore Sanitario aziendale
c/o ASL di Viterbo
dr. Alessandro Compagnoni
e, per conoscenza:
All’attenzione del Direttore Sanitario
c/o ASL di Tarquinia
dr. Franco Bifulco
Situazione Reparto Oncologia e Endoscopia Ospedale di Tarquinia
Nell’accludere circa 1000 firme di una petizione firmata dai cittadini e con riserva di esibirne altre, in corso di raccolta presso molti centri cittadini, Vi rivolgiamo cortese ma fermo invito a voler provvedere nei tempi più solleciti possibili ad eliminare le anomalie segnalate nei reparti in oggetto, sprovvisti del personale e dei mezzi necessari per svolgere regolarmente il loro lavoro.
Non a caso in pochissimi giorni vi è stata una vera e propria “corsa” alla sottoscrizione della petizione di cui sopra, anche per la giusta considerazione che un’eventuale soppressione “imposta” dalla mancata attuazione di tutte le necessarie misure (più volte sollecitateVi dai responsabili dei medesimi reparti, a quanto pare infruttuosamente), comporterebbe una vera e propria turbativa all’ordine pubblico, da evitare assolutamente per ogni conseguenza di legge, anche a carattere personale in caso di accertata responsabilità da parte degli organi competenti.
Del resto, è fuor di dubbio che una ipotetica “politica” di contenimento degli “sprechi” non può riguardare strutture finalizzate alla salvaguardia delle vite umane ed all’eliminazione e prevenzione di più gravi patologie, cioè alla sopravvivenza stessa di centinaia di individui bisognosi, in cura o in attesa di esami presso i citati reparti.
Vi invitiamo pertanto a voler dare concreto e immediato riscontro a questa nostra in tempi celeri e comunque non oltre 15 gg. da oggi, in difetto di che ci corre obbligo avvisarVi che ciascuno dei firmatari della petizione si intenderà libero di assumere le iniziative più opportune, nelle sedi competenti nessuna esclusa.
Confidiamo nel Vostro senso di responsabilità e nella Vostra comprensione e inviamo distinti saluti.
Il Tribunale per i diritti del malato
Sezione di Tarquinia
La lettera dei primari
All’attenzione della Direzione Generale
c/o ASL di Viterbo
dr. Giuseppe Maria Aloisio
e
All’attenzione del Direttore Sanitario
c/o ASL di Viterbo
dr. Alessandro Compagnoni
e per conoscenza:
All’attenzione del Direttore Sanitario
c/o ASL di Tarquinia
dr. Franco Bifulco
All’attenzione della dr.ssa Maria Pia Poleggi
responsabile U.O. Day Hospital Oncologico di Tarquinia
Situazione Reparto Oncologia c/o Ospedale Tarquinia
A seguito delle notizie pubblicate sulla stampa quotidiana, intendiamo con la presente far sentire la nostra voce non solo per sottolineare l’assoluta importanza del mantenimento del reparto oncologico, ma anche, e soprattutto, per chiederne la valorizzazione in modo congruo e dignitoso, in relazione alle crescenti esigenze dei vari reparti ospedalieri da noi diretti e vista l’esponenziale aumento di patologie tumorali nell’area di Tarquinia.
Finora, infatti, a quanto ci risulta, esso è stato diretto in modo esemplare dalla dott.ssa Poleggi, cui rivolgiamo, personalmente e in nome dei nostri pazienti, il più caldo ringraziamento e i sensi della nostra più sincera stima, ma è fuor di dubbio che un struttura di simile importanza e necessità vada potenziata perché la dr.ssa possa contare stabilmente sul valido aiuto di personale medico e paramedico. Riteniamo che una struttura di tal fatta non possa e non debba essere sacrificata da ipotetici tagli di personale e/o mezzi per funzionare ed esistere, nel rispetto dei principi costituzionali e di quelli deontologici della nostra professione.
Confidiamo pertanto che la collega possa dall’Amministrazione essere messa in grado di operare con il grado che le compete in relazione alle sue mansioni e in una struttura fornita di mezzi e personale adeguato, e che il suo lavoro abbia l’apprezzamento dovutole.
Distinti saluti.
Noi sottoscritti, semplici cittadini, pazienti o familiari di pazienti in cura presso l’ospedale di Tarquinia, reparto di oncologia, dopo l’invito fattoci pervenire sia pur informalmente ma in modo chiaro, da parte della direzione generale asl di viterbo, di effettuare presso altre strutture sanitarie le terapie salvavita in corso, evitando il ricorso a detto reparto,
considerata
la situazione di assoluta precarieta’ in cui versa da tempo detto reparto, paurosamente tenuto sotto organico (un solo medico in pianta stabile e due infermiere in regime di piena operativita’), nonostante la mole impressionante e crescente di malati in trattamento chemioterapico,
atteso
il marcato, colpevole disinteresse dell’attuale direzione sanitaria in ordine ai numerosi problemi dei malati oncologici appartenenti purtroppo alla fascia piu’ debole, gia’ debilitati moralmente e fisicamente e sovente impossibilitati, senza accompagnatore, a spostamenti fuori dalle mura cittadine,
temendo
che la situazione di precarieta’ attuale del citato reparto non sia episodica e temporanea, ma frutto di una precisa strategia, diretta nel tempo, in modo del tutto cinico e subdolo, alla soppressione del servizio, in aperta violazione del dettato costituzionale che classifica il diritto alla salute come bene inalienabile e primario, meritevole della piu’ ampia tutela e considerazione,
consapevoli
che ogni giustificazione “aziendale” di carattere finanziario, basata su ipotetiche “riduzione di costi e sprechi” nella sanita’, non possa e non debba comunque coinvolgere reparti e/o strutture di importanza fondamentale per i cittadini piu’ “a rischio”, manovra questa che potrebbe configurarsi come vero e proprio attentato alla collettivita’,
vi chiediamo
un sollecito e fermo intervento presso gli uffici competenti per :
- la revoca del provvedimento/invito di respingere i “nuovi” pazienti affetti da patologie oncologiche e di “dirottare” il piu’ possibile, con cinico distacco, i pazienti “vecchi” in altri centri,
- un’ immediata valorizzazione del citato reparto oncologico, che opera nonostante le limitate risorse con piena soddisfazione dei malati e loro familiari, dotandolo di mezzi e personale adeguato, in misura sufficiente e stabile.
facciamo presente che, in difetto dei provvedimenti idonei da parte della asl competente, trascorso infruttuosamente la fine del corrente mese di ottobre 2006, ci riserviamo di agire singolarmente o in modo collettivo le vie legali per un immediato intervento dell’autorita’ giudiziaria in qualsiasi forma e sede, chiedendo altresi’ la condanna dei responsabili di tali gravi omissioni.