Senza filtro - Bersani vuole il carbone? Avrà pane per i suoi denti! I no coke dell’Alto Lazio non si fanno intimidire dalle perentorie dichiarazioni del ministro, che, dopo aver sbandierato ai quattro venti di voler concertare con le popolazioni locali, di non voler passare sopra la testa delle istituzioni e dei cittadini, nel bel mezzo di una aspro dibattito parlamentare, trova il tempo di fare una scampagnata a Torre Vandalica Sud, inaugurare una centrale a gas da 1460 Mw, e, turandosi occhi e naso, ci viene a dire che le quote di carbone devono aumentare e che il tetto del gas va tenuto sotto controllo. Ma chi se ne frega!
Le motivazioni del no al carbone sono sacrosante, riguardano la tutela della salute, dell’ambiente, le possibilità di un futuro diverso basato sull’agricoltura di qualità e sul turismo culturale.
Con queste dichiarazioni il ministro non fa altro che confermare la sua totale indifferenza alle malattie causate dalla presenza del polo energetico più grande d’Europa, ribadite dai documenti dell’OER (Osservatorio Epidemiologico Regionale); sbatte la porta in faccia alle istituzioni (chiedere al sindaco Saladini) e ignora completamente che una centrale a Civitavecchia già esiste, che questo territorio ha già dato e che continuerà a dare. O forse il ministro non si è reso conto di aver inaugurato una centrale termoelettrica e non una ortofrutticola!!!
Ma c’è di più! Non solo soffia sul fuoco, ma aggira anche gli appelli che i comitati gli avevano rivolto nei giorni scorsi, chiedendogli di incontrarlo in occasione della sua venuta a Civitavecchia. Infatti, nonostante i molti fax inviati alla sua segreteria, che si era dimostrata possibilista su un incontro fra i no coke e il Ministro, chiedendo addirittura recapiti e numeri telefonici, lui viene e, come si dice nella volgar lingua, non si fila di pezzo nessuno.
Ebbene, ora Bersani capirà cosa significa mettersi contro un territorio, già a partire dalll’8 novembre, e , se il clima non cambierà, anche dopo quella data. La politica muscolare non ha mai pagato e se il ministro vuole la guerra non c’è che da chiederla.
Movimento No Coke Lato Lazio