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Ugo Gigli
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Il difficile mestiere di chiamarsi Gigli.
Il destino in un nome, anzi in un cognome, per l’assessore provinciale Ugo Gigli, che in parte si spiega così la mozione approvata dal consiglio comunale di Civita Castellana, contro il suo doppio ruolo, di direttore dell’Ater e la carica ricoperta a Palazzo Gentili.
“Il mio cognome dice ancora oggi pesa e da fastidio a qualcuno. Ma io non posso e né lo voglio cambiare. Anzi, lo porto con orgoglio, perché l’ho sempre onorato”.
La mozione è stata presentata da Francesco Romito di Rifondazione. “Queste cose non le capisco continua Gigli Rifondazione è un partito alleato nei confronti del quale c’è sempre stato massimo rispetto e massima collaborazione”.
Se l’assessore la vicenda dice di essersela già buttata dietro le spalle, resta il fatto che un esponente del suo stesso partito, il consigliere Messina, ha votato l’emendamento.
Messina, anche se non è proprio organico alla Margherita, però è tesserato.
“Io non credo che a Civita Castellana prosegue possano decidere sulla materia. Perché non lo hanno fatto in Provincia, o in Regione, visto che si mette in ballo un provvedimento regionale? Quello che trovo bizzarro è che la legge non si discute. Semplicemente quanto stabilito, si dice solo che non va bene e basta.
Per me è tutto chiuso, ho ricevuto tante telefonate di solidarietà. Dietro all’emendamento non credo ci siano motivi personali. Se ci sono ragioni politiche, lo dicessero”.
La domanda resta e i dubbi restano.
“Non riescono proprio a perdonarmi conclude - di avergli fatto vincere le elezioni”.