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Erino Pompei sindaco di Bagnoregio
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Riceviamo e pubblichiamo
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Egregio signor prefetto,
non immaginavo in alcun modo che i “desiderata” di un assessore provinciale potessero avere così rapida accoglienza, senza neanche uno straccio di consultazione con i competenti enti territoriali interessati, presso l’ufficio provinciale di rappresentanza del governo italiano che dovrebbe garantire un criterio di uguale considerazione a diverse impostazioni e valutazioni sull’organizzazine di alcuni servizi di loro competenza.
A parte la poco dignitosa parzialità di provvedimenti annunciati a mezzo stampa, anziché comunicati come ipotesi motivate agli enti interessati, a parte la fin troppo evidente, mirata e personalizzata accondiscendenza a perseguire situazioni così ben prevedibili, data la preparazione con una orchestrata campagna di stampa, a parte la poco onorevole considerazione verso il prefetto che l’ha preceduta e che ella presuppone abbia adottato una decisione errata e verso gli stessi uffici che solo nel maggio-giugno 2002 hanno espresso pareri favorevoli e diversi da quelli, stando ai comunicati stampa, espressi ieri 24 ottobre 2006, quello che vorrei chiederle è: ha avuto modo di rendersi conto di come è combinata la Umbro Casentinese nel tratto, e non solo in quello, in cui il prefetto Alfiero ha decretato la non obbligatorietà della contestazione immedita?
Io credo di no, perché se lo avesse fatto avrebbe dovuto constatare che su tale strada ex statale non esiste un tratto con spazi o banchine su cui effettuare fermate senza rischio per i vigili o per gli altri automobilisti e che il tratto in questione attraversa una zona dove insistono fabbriche e attività interessanti ingressi e uscite sulla sede stradale con frequenze di traffico di centinaia di automezzi e persone ogni giorno, destinati ad aumentare, per la prossima attivazione della zona Pip su cui a breve sorgeranno i primi 20 insediamenti.
Inoltre, consideri che il Comune di Bagnoregio ha insediato, in tale tratto di strada, con ogni crisma di legalità, a differenza di quanto sostenuto dal poco documentato assessore provinciale, un autovelox fisso, con il quale non è possibile in alcun modo effettuare contestazioni immediate.
Sarà nostra cura informarla come nel tratto in parola, ma anche fino a Montefiascone, il limite di velocità sia “normalmente” infranto dalle autovetture ma, ancor più preoccupante, dai numerosissimi autotreni, autoarticolati e mezzi pesanti che sfrecciano pericolosamente su poco più di sette metri di carreggiata asfaltata e tortuosa.
Rasenta comunque il massimo di antidemocraticità che enti locali, autonomi e resi ancor più tali dalla legge nei compiti di sorveglianza del proprio territorio, che si sono dotati di strumenti largamente usati in tutta Italia, legali e legalmente adottati, nella Provincia di Viterbo debbano essere mutilati nella loro competenza organizzativa da un ospite imprevedibile e temporaneo di un Palazzo, che ha come compito precipuo quello di rendere le strade provinciali sicure (lascio considerare a lei e ai cittadini utenti della rete viaria provinciale se ottemperi a tale compito), non già quello di ingerirsi negli affari interni dei comuni.
Noi, non saremo soli, andremo fino in fondo a questa battaglia di sicurezza e di civiltà, ma le chiediamo, prima di adottare provvedimenti, di convocare sull’argomento la conferenza dei Comuni.
distinti saluti.
Erino Pompei
sindaco di Bagnoregio