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Nando Gigli
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Senza filtro - Il consigliere regionale dell'Udc Rodolfo Gigli ha presentato un'interrogazione urgente al presidente della giunta Marrazzo e agli assessori all'Ambiente e alla Sanità per chiedere chiarimenti su una delibera del direttore generale della Asl di Viterbo relativa all'approvazione del contratto di locazione, con promessa di vendita, di immobile per il trasferimento di attività amministrative e tecnicosanitarie.
"La Asl di Viterbo - spiega Gigli nell'interrogazione - a seguito di sopraggiunte esigenze verificatesi per la inagibilità di alcuni locali del vecchio nosocomio denominato ospedale Grande degli Infermi deliberava con provvedimento del 31 dicembre 2005 di dar luogo ad un bando per la individuazione di un immobile da destinare ad uffici e servizi con promessa d'acquisto.
A seguito della pubblicazione del bando è pervenuta una sola offerta da parte della società Centro Diaz Srl con cui l'Asl di Viterbo, con delibera dell'agosto scorso, ha sottoscritto un contratto di locazione per l'immobile sito in Viterbo, località Pietrare per una superficie complessiva di mq. 10.318 oltre la superficie destinata ai parcheggi per un onere contenuto entro 1.300.000 euro annuo.
Ci sono però degli elementi del contratto - prosegue Gigli - che presentano aspetti di dubbia legittimità e sui quali chiediamo chiarimenti. Innanzitutto chiediamo spiegazioni in merito al fatto che l'acquisizione dell'immobile sia sostanzialmente parziale in quanto il venti per cento dell'edificio risulta occupato da altre attività e le garanzie di reperibilità di altri locali sono del tutto ipotetiche.
Poi la carenza di parcheggi che rivestono, peraltro, il carattere di un requisito essenziale per la localizzazione di uffici pubblici ed in particolare per le attività amministrative e sanitarie, tenendo conto che per la localizzazione o la realizzazione di ulteriori aree di sosta non vi sono né richieste, né autorizzazioni da parte dell'amministrazione comunale Viterbo.
Poi c'è la questione relativa alla congruità del prezzo di riscatto. Infatti il prezzo del possibile successivo riscatto dell'immobile, stimato in euro 24.500.000 oltre Iva (circa 49 miliardi di vecchie lire), è stato effettuato da un tecnico privato (geometra) e non dall'Agenzia per il Territorio che avrebbe dato una più adeguata garanzia circa la valutazione di congruità del prezzo stesso, considerata la specifica esperienza e competenza.
Infine, c'è la questione ambientale relativa alla presenza di installazioni elettromagnetiche per le quali, non si sa bene a quale titolo, il direttore generale ha dichiarato la compatibilità, nonostante il divieto esplicitamente contenuto nel vigente regolamento comunale per l'installazione e l'esercizio di impianti di telecomunicazione per telefonia cellulare e per la diffusione di segnali radiotelevisivi. Per tutti questi motivi - conclude Gigli - chiediamo ai destinatari dell'interrogazione che diano opportune disposizioni affinché siano effettuati tutti i relativi accertamenti in ordine agli aspetti di economicità e di tutela della salute sugli atti posti in essere dalla direzione generale della Asl di Viterbo".
Il testo dell'interrogazione
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
INTERROGAZIONE URGENTE
OGGETTO: Delibera del Direttore Generale della ASL di Viterbo per l’ approvazione del contratto di locazione, con promessa di vendita, di immobile per il trasferimento di attività amministrative e tecnico-sanitarie.
Richiesta di chiarimenti.
Il sottoscritto consigliere regionale
PREMESSO
CHE per la dichiarata inagibilità del vecchio nosocomio denominato “Ospedale Grande degli Infermi” , la ASL di Viterbo, con provvedimento del 31.12. 2005, deliberava di dar luogo ad un bando per la individuazione di un immobile da destinare ad uffici e servizi con promessa di acquisto;
CHE per soddisfare queste esigenze l’Azienda ha stimato dover acquisire uno spazio complessivo non inferiore a 10.000 mq.;
CHE è pervenuta una sola offerta della società Centro Diaz Srl che la commissione per la valutazione delle offerte, nominata con deliberazioni n. 717/2006 e n. 798/2006, ha esaminato ed ha ritenuto corrispondere alle caratteristiche indicate dal bando stesso;
CHE, in data 4 agosto 2006 con deliberazione n. 1487 del Direttore Generale l’Azienda ha deciso di prendere in locazione, dalla società Centro Diaz srl, l’immobile sito in Viterbo, località Pietrare, Via Cassia 25, via E. Fermi 2/15 per una superficie complessiva di mq 10.318 oltre la superficie destinata a parcheggi, per un onere contenuto entro Euro 1.300.000,00 annuo, IVA esclusa;
CHE la delibera prevede, altresì, la possibilità di vendita, dopo quattro anni, al prezzo concordato e stabilito in complessivi Euro 24.500.000,00 oltre IVA;
RILEVATO
CHE dai contenuti della stessa deliberazione n 1487/2006, tuttavia, si evince che una porzione rilevante della superficie, circa il 20 per cento, risulta locata a terzi ed in particolare il terzo piano all’INPDAP ed altre più modeste porzioni ad uffici ed attività commerciali;
CHE il rilascio da parte dell’INPDAP di detti locali appare di non facile realizzazione tanto che nel contratto stipulato tra i privati proprietari e la ASL è stata inserita una clausola con la quale si prevede che qualora l’Ente “non rilasci i locali e dunque non renda giuridicamente possibile la consegna dei locali … entro il termine del 30.04.2007, (il locatario) si impegna ad integrare la superficie minima oggetto di locazione con altro locale di superficie non inferiore agli spazi occupati dall’INPDAP, ubicati in un raggio non superiore ai 200 metri dall’immobile locato”, mentre analogo impegno il locatore assume per le altre occupazioni (sic);
CHE, tuttavia, a motivo della concreta difficoltà al reperimento di locali adatti alle attività della ASL e nei termini sopraddetti , nel contratto è stata inserita una ulteriore clausola del tutto generica e, di conseguenza di assai dubbia efficacia, con la quale il privato proprietario “ si obbliga a procurare la disponibilità di locali analoghi nelle vicinanze, assicurando in ogni caso al conduttore ogni più diligente collaborazione al fine di risolvere eventuali problemi connessi alla mancata disponibilità dei predetti locali in relazione alla loro collocazione strategica nell’ambito della destinazione degli spazi prescelta dall’Azienda” (sic);
RILEVATO INOLTRE
CHE , il contratto prevede all’articolo 2 che il “locatore si obbliga a realizzare, al fine di concederla in locazione, una ulteriore area da destinare a parcheggio, su due piani, ubicata in un area pubblica adiacente il fabbricato oggetto di locazione ed esattamente parcheggio coperto di mq. 1.200 ed analoga superficie di parcheggio scoperto” e, tuttavia;
CHE anche tale obbligo appare del tutto aleatorio e privo di validità contrattuale in considerazione soprattutto del fatto che costituisce un impegno su di un’area pubblica che non può essere nella disponibilità del privato locatario ed anche perché, nello stesso articolo, si specifica che “nel caso le competenti autorità non dovessero rilasciare la relativa concessione, (il locatore ) si obbliga alternativamente ad effettuare una sopraelevazione di equivalente superficie da destinare a parcheggio, insistente sul predetto parcheggio interrato di 1.117,21 mq.”;
CHE, peraltro, anche tale eventualità viene sostanzialmente vanificata dalla successiva clausola che recita testualmente. “in caso di persistente impossibilità derivante da fatto dell’autorità amministrativa ( il locatore si impegna ) a reperire la disponibilità di area equivalente da destinare a parcheggio nelle immediate vicinanze”, senza che venga indicato un perimetro massimo di distanza;
CONSIDERATO
CHE, a seguito di una interrogazione presentata al Comune di Viterbo, questi ha risposto che non risulta presentata alcuna richiesta di acquisizione di aree pubbliche in località Pietrare;
RILEVATO PERALTRO
CHE una rilevante porzione del lastrico solare è occupata da Omnitel Pronto Italia S.p.a. con l’installazione di strutture, antenne ed apparecchiature radio per la diffusione via radio di un segnale radio telefonico, con un contratto che prevede una scadenza non anteriore al 1.08.2011;
CHE, inoltre, un’area di 40 mq. è, attualmente, locata ad Omnitel e Tim Italia S.p.a,. per la installazione di infrastrutture per reti di telecomunicazioni mobili con contratto stipulato in data 1.09.2005 della durata di nove anni a decorrere dal rilascio delle necessarie autorizzazioni e con l’impegno del locatore a far rispettare il contratto in caso di alienazione;
RILEVATO
CHE nell’immobile in questione dovrebbero aver sede oltre ad uffici tecnici ed amministrativi della ASL, anche “l’intera attività tecnico-sanitaria extra ospedaliera”, come testualmente contenuto nella scrittura privata;
CONSIDERATO
CHE il vigente “ Regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio di impianti di telecomunicazione per telefonia cellulare e per diffusione di segnali radiotelevisivi” del Comune di Viterbo all’articolo 7 esclude la possibilità di installare tali impianti su ospedali, case di cura ed edifici per la cura e la riabilitazione di persone inferme definendoli “siti sensibili protetti” e, di conseguenza anche servizi sanitari e che “nelle loro immediate vicinanze non è ammessa l’installazione degli impianti radio base e diffusione radiotelevisiva con potenza superiore a 5 Watt.;
CHE nell’elenco dei siti sensibili protetti del Regolamento comunale di cui sopra risultava anche l’Ospedale Vecchio di via San Lorenzo cioè quei locali che verrebbero trasferiti nell’immobile in località Pietrare, determinandosi, per logica conseguenza l’opportunità del trasferimento della tutela già in essere;
CHE, peraltro, la normativa statale ( Legge quadro n. 36/2001) e regionale prescrive, basandosi sul” principio di precauzione”, rigorose normative circa la compatibilità di dette istallazioni sugli edifici, al fine di una valutazione preventiva dei rischi ai quali si espongono le popolazioni ed in particolare i cosiddetti soggetti più esposti, cioè bambini, anziani e malati;
CHE nel contratto posto in essere dal Direttore Generale, la ASL abbia sottoscritto che “quanto ai contratti in essere con Omnitel e Tim…, il conduttore ne dichiara e ne accetta la compatibilità con l’utilizzazione dei locali concessi”;
TUTTO CIO’ PREMESSO E RILEVATO
INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA , L’ASSESSORE ALLA SANITA’, L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE
PER CONOSCERE COME SIANO VALUTATE.
- La circostanza che l’acquisizione dell’immobile sia sostanzialmente parziale, in quanto il venti per cento dell’edificio risulta occupato da altre attività e le garanzie di reperibilità di altri locali siano del tutto ipotetiche;
- La circostanza della carenza di parcheggi che rivestono, peraltro, il carattere di un requisito essenziale per la localizzazione di uffici pubblici ed in particolare per le attività amministrative e sanitarie, tenendo conto che per la localizzazione o la realizzazione di ulteriori aree di sosta non vi sono né richieste, né autorizzazioni da parte dell’amministrazione comunale di Viterbo;
- La circostanza della valutazione della congruità dell’onere per la locazione annua stabilito in Euro 1.300.000,00 o il prezzo del possibile successivo riscatto dell’immobile, in considerazione del fatto che la stima di Euro 24.500.000,00 oltre IVA (circa 49.000.000.000 di vecchie lire) siano state effettuate da un tecnico privato (geometra) e non dall’Agenzia per il Territorio che avrebbe evitato ogni eventuale dubbio sulla congruità del prezzo di riscatto, considerata la specifica esperienza e competenza;
- La circostanza della presenza delle installazioni elettromagnetiche per le quali, non si sa a quale titolo, il Direttore Generale ne abbia dichiarato la compatibilità, nonostante il divieto esplicitamente contenuto nel vigente Regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio di impianti di telecomunicazione per telefonia cellulare e per la diffusione di segnali radio-televisivi;
E SE NON INTENDANO
- Richiedere alla Direzione Generale della ASL, ognuno per la propria specifica competenza, in base al principio di autotutela, la sospensione della efficacia della delibera di approvazione dello schema di contratto, dando le relative disposizioni affinché siano effettuati tutti i relativi accertamenti in ordine agli aspetti di economicità, di opportunità e di tutela della salute sugli atti posti in essere dalla Direzione Generale della ASL di Viterbo.
Rodolfo Gigli