Riceviamo e pubblichiamo
- Caro direttore,
sostiene un vecchio proverbio che “il tempo passa e l’uom non se ne avvede”. I proverbi sono la saggezza dei popoli. Forse è vero, ma non è sempre così. Un esempio calzante? L’annosa questione dei lavori di ristrutturazione dello stadio Rocchi e gli opinabili punti di vista dell’assessore Fracassini.
Un caso che rappresenta l’illuminante esempio di come, per certuni, l’importante sia lasciar scorrere il tempo senza che nulla di quanto promesso si porti a compimento nei tempi e nei modo stabiliti. Ovvero infine si realizzi, ma in termini profondamente diversi rispetto a quanto era stato detto e scritto. Il tutto contando, come sostiene il proverbio, sull’oblio del contesto.
Per sfortuna dell’assessore Fracassini, non pare che stavolta sia andata così. E’ stato bersagliato per mesi (circa due anni, per la precisione) - anche e non solo sulle pagine di questa testata - da chi gli imputava ritardi nell’avvio di lavori dovuti alla città e per i quali erano stati predisposti i necessari stanziamenti.
Alla fine, sembrava che tutto fosse stato risolto e che le ruspe stessero per fare il loro ingresso trionfale al Rocchi. Si scopre, invece, che del vecchio progetto sarebbe rimasto ben poco.
Senza entrare nei particolari, questo si apprende da tre lettere pubblicate su Tusciaweb - nel breve arco di tempo tra il 21 e il 23 ottobre - dai lettori Forieri, Graziotti (un veterano di questa battaglia) e Prosperoni. Si tratta di interventi puntuali, documentati (quello di Prosperoni con tanto di disegni) e appassionati.
La ragione dello scontento? I lavori porterebbero alla definitiva scomparsa della storica tribuna Pratogiardino.
Uso il condizionale perché a nessuno dei tre lettori (anzi, vorremmo sottolineare, cittadini-elettori) è pervenuta una doverosa risposta ufficiale dalle istituzioni. E, men che meno, da parte dell’assessore Fracassini. Il che fa pensare, fino a prova contraria, che le cose stiano effettivamente così.
E allora vorremmo aggiungere anche la nostra voce al coro delle proteste. Si tratta di una soluzione, tanto “amputata” quanto inaccettabile, che farebbe perdere all’impianto la prerogativa di possedere - come da sempre promesso e ribadito - le caratteristiche di un impianto attrezzato per la categoria superiore.
Ma dove hanno mai visto i progettisti, in giro per l’Italia pallonara, uno stadio privo della tribuna laterale?
Attendiamo chiarimenti. Speriamo che il buon senso prevalga e che lo scempio non abbia luogo. E ricordiamo all’assessore Fracassini, visto che siamo in tema di proverbi, che “ogni promessa è un debito”. E su questo, davvero, non ci piove.
Sergio Mutolo