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Il latitante Carlo Rasparini
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Il questore Micillo con i suoi uomini
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Da sinistra: Alba Milioni capo della volante, il vice questore Vincenzo Cianchella, il questore Raffaele Micillo, il capo della mobile Salvatore Gava
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Gli uomini che hanno partecipato all'operazione
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Le due ciocche di capelli e la scatola che le conteneva
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- Collezionava ciocche di capelli. Il latitante che aveva sparato alla ex fidanzata e che l’aveva ferita con tre colpi di pistola alla gamba.
L’operazione di mobile e volante non solo ha portato all’arresto di Carlo Rasparini, incensurato 26 anni di professione giardiniere, detto "Charlie", ma ha rivelato particolari inquietanti.
"Charlie" aveva nel marsupio una piccola scatola a forma di cuore con dentro due ciocche di capelli. Una ciocca, secondo quanto dichiarato alle forze dell’ordine dal latitante, appartiene a Federica Mazzocchi, studentessa diciannovenne di Travo, a cui aveva sparato la notte del 14 luglio. L’altra ciocca non è stata identificata, e su di essa stanno indagando gli uomini della polizia. Anche per il timore che possa essere in pericolo un'altra donna.
La storia del tentato omicidio e della fuga ha tutti i connotati del romanzo di appendice.
“Rasparini - ha spiegato il questore Raffaele Micillo - aveva teso una vera imboscata alla Mazzocchi. Una imboscata che ha tutte le caratteristiche della premeditazione. Aveva comprato un mese prima la pistola. Aveva preso a noleggio un camper con quale si sarebbe dato inizialmente alla fuga. Aveva ritirato dal suo conto bancario 12 mila euro ed altri mille se li era fatti consegnare dalla madre. Si era licenziato dal posto di lavoro. Il giorno prima della sparatoria aveva fatto un sopralluogo davanti alla casa della giovane ragazza a Travo, in provincia di Piacenza. E poi la notte dell’agguato aveva bloccato il cancello della casa della Mazzocchi con una corda, in modo da costringere la ragazza a scendere dalla macchina e poi esploderle contro quattro colpi di pistola. Una Tanfoglio calibro nove”.
Un atto che non sembra dettato, secondo gli inquirenti, da un impeto di gelosia ma accuratamente meditato e programmato.
Dopo il tentato omicidio, "Charlie" era fuggito con il camper con l’intenzione di andare in Nord Africa.
“Ma poi - spiega il vice questore Vincenzo Cianchella - era andato per qualche tempo in Croazia e poi in Montenegro. A noi era arrivata una segnalazione di un suo possibile passaggio a Viterbo. E grazie alla capacità di controllo del territorio dei nostri uomini siamo riusciti ad individuare l’albergo dove si era fermato. Il personaggio dopo aver lasciato il camper rubato, si muoveva a piedi e con il treno con grande cautela e lucidità. Non aveva il telefonino, proprio per non lasciare tracce. A Viterbo è stato un paio di giorni. E' stato pedinato e messo sotto controllo dagli uomini della mobile e della volante che stavano a poca distanza dell’albergo pronti ad intervenire. Un'azione delicata perché Rasparini ha un fisico notevole. E’ uno scalatore e si dedica alle arti marziali. Per questo lo abbiamo bloccato sorprendendolo di prima mattina proprio mentre stava facendo colazione”.
Un’azione delicatissima che ha messo in luce la perizia e la freddezza degli uomini della volante e della mobile. Il latitante non aveva con sé la pistola del tentato omicidio, ma, con sorpresa, gli uomini della polizia hanno trovato altri oggetti.
“Nel marsupio - dice il capo della volante Alba Milioni -, che aveva addosso, teneva in una scatola a forma di cuore due ciocche di capelli. Una delle quali della Mazzocchi. Era equipaggiato come un campeggiatore. Portava con sé un sacco a pelo. Gli abbiamo trovato anche un coltello”.
Rasparini aveva quindi pianificato la latitanza fin nei dettagli. Il particolare delle ciocche di capelli fa pensare agli investigatori a una sorta di feticismo che potrebbe segnare la personalità di Rasparini. Un tratto che potrebbe deporre in favore della pericolosità del latitante.
Ora la polizia sta indagando per verificare se nella Tuscia l’uomo avesse qualche amico, qualche punto d’appoggio.
La domanda è: perché è venuto proprio a Viterbo?
Intanto i familiari di Federica Mazzocchi, ormai fuori pericolo, hanno così commentato la notizia dell’arresto: “Abbiamo tirato un sospiro di sollievo”.
Rasparini è stato rinchiuso al carcere di Mammagialla.