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Il ministro Fioroni
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- Ma non sarà che il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, detto Beppe, inizia a prenderci gusto a prendere delle sportellate.
E sì, perché con quella dell’altro ieri in consiglio le sportellate diventano due.
E uno può anche iniziare a prenderci gusto.
La prima sportellata c’era stata al momento dell’elezione dei membri della commissione urbanistica. “Il ministro vuole che ci vada Fabbrini”, qualcuno si era azzardato a dire, e... fu eletta Giulia Arcangeli.
Gli uomini del ministro sbagliarono i calcoli. Pensavano che si andasse a votare con un certo metodo ed erano andati a tentare accordi con pezzi della maggioranza. Senza contare che la confluenza delle volontà dell’Udc di Gigli e di Ds e lista Bruno avrebbe portato a un voto separato che non permetteva travasi. Insomma avevano fatto i conti senza l’oste.
Sull’ampliamento di Villa Buon Respiro il gioco si è ripetuto. I margheritini si sono trovati soli insieme a Rifondazione a votare contro. Seconda sportellata.
E ancora una volta Gigli ha trovato una convergenza con Ds e lista Bruno.
E la sensazione è che lo scontro fosse certamente sul progetto della Tosinvest, ma anche e soprattutto su chi a Viterbo dà le carte. Su chi è il mazziere. E ancora una volta tal Nando Gigli ha dato sfoggio della sua capacità politica. Mostrando agli astanti garuffe e rinterzi di terza. Roba seria, roba da sei sponde, come sanno i giocatori di biliardo.
Gli uomini del ministro anche questa volta non hanno visto neppure la palla e neppure i birilli.
Anche Ds e lista Bruno sembrano aver preso gusto al biliardo. E allora giù con filotti e sfaccetti. Tiri più semplici ma potrebbero essere un buon inizio. Insomma, c’è chi gioca al biliardo e chi prende le sportellate.
Domanda: c’è qualcuno che spiega al ministro che la sportellata non è un gran colpo se si gioca a biliardo?
Ma al di là della metafora, non sarà che si sta creando un asse trasversale tra l’Udc di Gigli e un pezzo dell’opposizione. Non sarà che quel volpone di Gigli ha annusato l’aria che tira nella politica nazionale ed abbia iniziato un gioco un po’ più complesso. Non sarà che le dichiarazioni di Casini a livello nazionale, che ha detto per la prima volta che se Prodi viene sfiduciato non si andrà alle elezioni prendendo le distanze da Berlusconi, abbiano spinto Gigli, Ds e lista Bruno a sparigliare le carte della politica cittadina.
Gasman diceva che il grande Eduardo recitava per piccoli gesti e mosse minime con risultati straordinari. La stessa cosa sembra accadere in consiglio. A voi decidere chi è l’Eduardo della situazione.
La politica è un gioco serio e il ministro ha dimostrato di saperlo giocare. Non sarò tempo che dia qualche lezione anche ai suoi uomini per evitare altre brutte figure e sportellate.