- Gli studenti fanno sciopero per un topo trovato nella scuola, il preside manda una circolare in cui si ipotizza il reato di sequestro di persone.
E' successo all'istituto tecnico industriale e per geometri “Leonardo da Vinci”.
Il fatto è stato denunciato dal coordinamento provinciale dei Giovani comunisti.
"Una scuola che non cerca il confronto - scrivono i Giovani comunisti -, è una scuola che cancella le proprie radici. E' una scuola che calpesta l’identità e i diritti degli alunni, che viola la libertà di pensiero e porta a un vero e proprio appiattimento culturale.
Queste libertà, sono state cancellate senza nessuno scrupolo da una circolare del preside Giulio Giampietro dell’istituto tecnico industriale e per geometri “Leonardo da Vinci” .
L’episodio - viene spiegato - nasce quando alcuni ragazzi della scuola hanno trovato un ratto morto in uno dei laboratori dell’edificio scolastico, ed attraverso “vari” incontri hanno chiesto al preside di avviare le opportune verifiche del caso per garantire l’agibilità sanitaria del luogo scolastico.
Purtroppo queste verifiche sono state rifiutate più volte, anche durante assemblee scolastiche, finché i ragazzi non decidono giustamente di manifestare il loro malcontento scioperando fuori i cancelli scolastici. A seguito di questo sciopero, il preside il 14 ottobre inoltra una comunicazione interna per docenti e alunni con oggetto l’astensione collettiva dalle lezioni".
Si arriva al contenuto della circolare.
"Una circolare - raccontano i Giovani comunisti - che non nasconde toni minacciosi verso il gesto degli alunni e delle vere e proprie intimidazioni. Nella circolare si parla di rovina della carriera scolastica ed economica della famiglia per almeno tre anni per chi ha costruito il gesto. Si fa riferimento all’incapacità di pensiero logico degli alunni che hanno manifestato. Si ipotizza il reato di sequestro di persona e si prospettano denunce e condanne".
I Giovani comunisti chiedono al preside di usare toni meno autoritari.
"Pensiamo vivamente che un comportamento del genere sia scaturito dalla volontà degli alunni per ottenere un luogo igienicamente sicuro, e non per una semplice e stupida bravata. Pensiamo ancor di più che sia arrivato veramente il momento in cui il confronto democratico fra docenti e alunni debba veramente manifestarsi per la costruzione di una scuola competitiva e non essere solo una stupida frase da pronunciare nei soliti eventi istituzionali.
Il coordinamento dei Giovani Comunisti della Federazione di Viterbo esprime forte preoccupazione e una ferma condanna per questo avvenimento, e lancia un appello al preside Giulio Giampietro perché venga incontro alle esigenze dei propri alunni con la costruzione di un dialogo dai toni meno autoritari.
La circolare del preside del "Leonardo da Vinci"
